OMOFOBIA INTERIORIZZATA: la paura di essere gay

L’omofobia interiorizzata è […] molto diffusa nel nostro paese: nella pratica clinica è facile riscontrarla nella quasi totalità di gay e lesbiche, ovviamente in misura diversa da individuo a individuo. Questo è l’esordio di un articolo dell’Istituto A.T.Beck su una questione che continua a sconcertare tutti coloro che, in un modo o nell’altro, e in momenti differenti della loro vita, riescono a venir fuori, a fare coming-out, e non outing, come spesso si sente e si legge. Se iniziassimo tutti a non nascondere l’orientamento sessuale, che non corrisponde né a scelte né a gusti, ma a una imposizione di Madre Natura, cambierebbe la società intera, e non è una utopia: si capirebbe finalmente che il gay è diverso solo perché attratto da un altro uomo (o donna), e non per via di tutte le stupidaggini che la Chiesa e gran parte della politica, e qualche esponente del mondo della medicina, Scilipoti per citarne uno, raccontano.

Nascondere il proprio orientamento, o peggio ancora fingere di essere eterosessuali, fa male non solo a se stessi, ma anche a tutto il mondo LGBT. Non è facile venir fuori, certo, soprattutto quando si è più grandi, ma non è neanche impossibile: molti ce l’hanno fatta; qualche altro no; altri ce la stanno facendo. Solo così, uniti e sicuri di poter sconfiggere uno tra i nemici più forti di questo millennio, l’omofobia sociale, potremo vivere tranquillamente, senza assistere ogni giorno alla uccisione e al maltrattemento di ragazzi e ragazze; e alla fine, lenta e palese, dei ‘morti dentro’, quelli che preferirebbero essere ammazzati piuttosto che fare coming out.

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Fonte | gaywave.it

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