VENDOLA, LE NOZZE GAY E LA CAMPAGNA ELETTORALE IN UN PAESE IMMOBILE

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A poco meno di un mese dalle elezioni politiche nazionali, Nichi Vendola, leader di Sel e Governatore della Puglia, ha dichiarato di voler sposare il suo compagno, l’italo-canadese Ed Testa. Appena qualche mese fa lo stesso Vendola aveva detto di volere adottare un bambino. I desiderata del Governatore pugliese, avendo una grande risonanza mediatica in Italia e all’ estero, mantengono indubbiamente vivo il dibattito, per altro già molto teso, sui diritti civili negati in Italia alle persone LGBT. Di fatto, nessuna delle aspirazioni di Nichi possono essere fino ad oggi soddisfatte, perché la legislazione italiana – diversamente da quella di altri paesi europei e occidentali – non riconosce altre forme di legame affettivo al di fuori del matrimonio tradizionale. Vendola, questa volta, ha rincarato la dose, menzionando la famiglia e la comunità come testimoni necessari per potere realizzare di fronte agli altri un sogno che contiene non solo l’amore, ma anche la ridefinizione del significato di famiglia e la rivendicazione al diritto di vedere legalizzata la propria unione.

Tutti noi sappiamo quanto impervia è la strada verso la piena equiparazione giuridica delle coppie gay. In questa campagna elettorale monopolizzata dai temi economici e fiscali, come il mantenimento o l’abolizione dell’IMU, si è sentito parlare poco di diritti delle persone. E, fatta eccezione per il caso Vendola, dai leader degli altri partiti in campo non sono venuti segnali incoraggianti. Per quanto riguarda il Pd, principale alleato di Sel, sappiamo che il segretario Bersani, candidato favorito secondo i sondaggi nella corsa a Palazzo Chigi, è determinato a varare una legge sul modello tedesco che riconosca le unioni tra persone dello stesso sesso, accordando loro alcuni diritti fondamentali. Equiparazione e adozione, tuttavia, non fanno parte dell’orizzonte politico di un partito dilaniato proprio su questi temi dalla contrapposizione tra laici e cattolici. I partiti del nuovo centro (Scelta civica per Monti, Udc, Fli), guidati dal premier uscente Mario Monti, sono tutti sostanzialmente ostili all’ idea di legalizzare le unioni gay. D’altra parte, appena qualche settimana fa, è stato proprio Monti a chiarire che per lui la famiglia si compone di un uomo e di una donna e che, per crescere bene, un bambino ha bisogno di un padre e di una madre. È singolare come anche il Professore supereuropeista, che un giorni sì e l’altro pure ci ha indicato la necessità di fare le riforme per essere come gli altri paesi europei, abbia poi dimenticato che in quasi tutto il Vecchio continente le coppie gay sono legalizzate – talvolta, come in Spagna, equiparate a quelle etero – tranne che in Italia, in Grecia e in altre poche nazioni. Più a destra si va nel quadro dell’attuale offerta politica e la situazione diventa, se possibile, ancora più desolante.

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Fonte | pianetagay.com