CONGEDO MATRIMONIALE A DIPENDENTE GAY: L’UNIVERSITÀ DICE SÍ ALLA SUA RICHIESTA

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L’ateneo di Bologna autorizza i giorni retribuiti per il viaggio di nozze a un tecnico specializzato che si è sposato all’estero, riconoscendo di fatto il matrimonio. Una prassi che nelle aziende private è già realtà.

BOLOGNA – Si è sposato all’estero con il suo compagno. Poi è tornato in Italia, all’Università di Bologna dove lavora, e ha chiesto il congedo matrimoniale, quelle due settimane retribuite che spettano ai coniugi che vanno in viaggio di nozze. E l’Ateneo ha detto sì senza batter ciglio, in estate. Senza burocrazia né ostacoli. È la terza volta che succede all’Alma Mater: un anno fa ha beneficiato di questo diritto un’altra coppia omosessuale, formata da un professore universitario. Qualche anno fa, invece, il congedo è spettato a due donne.

Casi che non sono emersi finora per ragioni di riservatezza, come spiega il prorettore al personale dell’Alma Mater Patrizia Tullini: “All’interno di una materia notoriamente discussa, l’ateneo ha ritenuto di confermare anche in questo caso una prassi amministrativa, già in atto da tempo, nel pieno rispetto della privacy delle singole persone. Ciò appare coerente anche con la dimensione e composizione internazionale dell’ateneo”.

Una svolta “arcobaleno”, quella dell’Università di Bologna, che concede al suo personale gay gli stessi diritti delle coppie eterosessuali in tema di matrimonio. L’ultimo caso è proprio di questa estate, a giugno. Lui fa il tecnico specializzato, l’altro è la persona che ama da una vita. Ovviamente per sposarsi vanno all’estero, visto che in Italia oggi non è ancora possibile.

La bella notizia è arrivata lo stesso, al rientro in città. Il tecnico fa richiesta all’amministrazione dell’ateneo per andare in viaggio di nozze con il marito. Chiede insomma il congedo matrimoniale, diritto riservato appunto alle coppie che si sposano. A tutte le coppie, è il concetto dell’Alma Mater. Dopo poche settimane arriva l’autorizzazione dell’Università. Chi ha parlato con la coppia, assicura che tutto è avvenuto secondo una procedura lineare, senza ostacoli o veti di alcun tipo.

E il mondo gay esulta. A partire dal senatore del Partito Democratico Sergio Lo Giudice, ex capogruppo in Comune a Bologna. Anche lui, due anni fa, è dovuto andare all’estero per sposarsi con l’uomo che oggi è suo marito, a Oslo. E non può che esultare per questa storia, che lui ha vissuto sulla propria pelle da un punto di vista completamente differente: “Io sono un insegnante. Quando mi sono sposato ho fatto richiesta al ministero dell’Istruzione per avere il congedo matrimoniale, ma me l’hanno negato. Mentre lo Stato continua a ignorare queste persone, sono la società e la giustizia che, un pezzo alla volta, affermano questi principi di eguaglianza”.

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Fonte |bologna.repubblica.it