MATRIMONI GAY, LA MARCIA DEI DIRITTI AVANZA IN TUTTO IL MONDO

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Non c’è solo l’Italia, dove i diritti di lesbiche, gay, bisessuali e transgender sono decisamente scarsi, dove una buona fetta di classe politica e di opinione pubblica ancora oggi, nell’anno 2014, vede come la peste bubbonica le unioni civili o, peggio, i matrimoni tra persone dello stesso sesso. E non c’è neppure solo l’India, dove recentemente la corte suprema ha confermato l’abominio del reato di omosessualità.

In realtà, a parte questi ed altri esempi (ancora troppi), i diritti della comunità LGBT hanno fatto, per certi versi, passi da gigante. A rilento, tra battaglie estenuanti e violenze, pregiudizi e vessazioni: ma comunque importanti. Basti pensare che negli ultimi 4 anni, guardando limitatamente al Vecchio Continente (i pionieri, nel 2001, furono i Paesi Bassi), sono cinque i Paesi che hanno dato il via libera ai matrimoni omosessuali, superando vecchie disposizioni che, solo in alcuni casi, già prevedevano le unioni civili. Si tratta, nello specifico di quest’ultimo esempio, di Portogallo (2010), Islanda (2010), Danimarca (2012), Francia (2013) e Regno Unito (2013), quest’ultimo in attesa dei primi matrimoni, che si celebreranno dal prossimo marzo, dopo l’approvazione del disegno di legge presentato dal primo ministro David Cameron nel gennaio scorso. Lasciando alle spalle i confini europei, e spostandoci sul continente americano, sono 18 gli stati Usa dove persone dello stesso sesso possono sposarsi, mentre in Sud America è previsto in Argentina (2010), Brasile (2013) e Uruguay (2013), ai quali va aggiunto il Messico che lo permette solo nel distretto federale di Città del Messico (2009). Altro esempio assolutamente da citare, guardando questa volta al Continente Nero, è il Sudafrica: il Paese del compianto Nelson Mandela, infatti, ha aperto ai matrimoni omosessuali nel 2006, diventando così il primo stato – e per ora l’unico – dell’Africa a legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso. Ma vediamo, per capire meglio a che punto sia la marcia – ancora decisamente lunga, nel peggiore dei casi senza una fine – verso un riconoscimento universale dei diritti di LGBT, come funziona nel dettaglio il riconoscimento del matrimonio gay in alcuni dei Paesi sopra citati.

Europa – Come già specificato, a fare da apripista agli stati del Vecchio Continente furono, nel 2001, i Paesi Bassi, seguiti poi a ruota (in ordine cronologico fino al 2013) da Belgio, Spagna, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Danimarca, Francia e Inghilterra. Partendo proprio dai pionieri del matrimonio omosessuale, alcune precisazioni sono doverose. Innanzitutto è da ricordare che la legge dello stato non vieta agli amministratori di alcune città di opporsi, e quindi a non celebrare, il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso, così come alcune limitazioni sono presenti nel diritto di adozione: all’interno di una coppia omosessuale sposata, infatti, il padre biologico di un bambino è riconosciuto automaticamente anche come padre legale, mentre il suo compagno deve procedere tramite adozione (dello stesso bambino) per poter essere considerato una sorta di co-padre a livello legale. Agli antipodi rispetto ai Paesi Bassi, per quanto riguarda la data in cui è stato introdotto il matrimonio tra persone dello stesso sesso, è la Francia. Il Paese di Francois Hollande, infatti, ha conosciuto durante l’ultimo anno, prima dell’approvazione della legge, una serie di proteste (sfociate nel suicidio a Notre-Dame di Dominique Venner, scrittore contrario al matrimonio gay) portate avanti dai gruppi religiosi e dai partiti conservatori di destra e centro-destra. Prima di dare la piena possibilità a coppie gay di sposarsi, in Francia le unioni tra persone dello stesso sesso venivano regolamentate dai PACS (un forte dibattito ne scaturì anche in Italia, finito ovviamente in un nulla di fatto), versione francese delle unioni civili che non riconosceva, ad esempio, i diritti di ereditarietà e di genitorialità. Discorso tutto diverso deve essere fatto per il nostro Paese, in primo luogo perché ne le unioni civili ne il matrimonio omosessuale sono ancora legali.

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Fonte | it.ibtimes.com