Associazioni lgbt: “Fateci cambiare genere senza modificare gli organi sessuali”

ddl405

 

Appello al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e a quello del Senato, Piero Grasso, per far approvare il ddl 405 che permetterebbe di passare da maschio a femmina (e viceversa) sui documenti senza fare un intervento di demolizione o ricostruzione genitale. Chiesto anche di impedire ogni operazione su bambini nati con condizione intersex.

Stop agli interventi chirurgici e ormonali obbligatori per le persone transessuali e basta con i medici che stabiliscono un sesso per i bambini intersessuali, quando non sia a rischio la salute del neonato. Le associazioni per i diritti glbtqi (gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali) chiedono alla politica di prendere nettamente posizione sui temi di genere e lo fanno affidando a ilfattoquotidiano.it un appello indirizzato al presidente del Consiglio Matteo Renzi e a quello del Senato, Piero Grasso, oltre che ai presidenti delle commissioni giustizia e diritti umani,Francesco Nitto Palma e Luigi Manconi.

Trentotto sigle chiedono una veloce approvazione del disegno di legge 405 in materia di riattribuzione del sesso, in modo che il cambio di genere sui documenti non implichi la rimozione dei genitali. “Il sesso sociale sia al di sopra di quello genitale, perché questa oggi è l’interpretazione più consona alla società italiana ed europea” scrivono.

La mappa europea: dove è obbligatoria la sterilizzazione
Chi non si sottopone a interventi di demolizione e ricostruzione dei genitali, in Italia non può cambiare genere sui documenti. E così capita che al proprio funerale, una donna sia vestita da uomo e celebrata con un nome maschile. E’ il caso di Nicole, di Avenza (in provincia di Massa Carrara), transessuale dall’età di 17 anni, che alla camera ardente è stata vestita come un uomo dalla famiglia e il cui funerale è stato celebrato con il suo vecchio nome.

Non accade ovunque così. In molti Paesi europei la sterilizzazione non è obbligatoria: Portogallo, Spagna, Regno Unito, Svezia,Germania, Paesi Bassi, Austria, Polonia e Croazia, solo per citarne alcuni. La fonte è la Mappa dei diritti dei trans in Europa pubblicata da Transgender Europe.

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Fonte | ilfattoquotidiano.it