Unioni civili: storia infinita di una legge scomoda e già (vecchia)

unioni-civili600“Unioni civili entro 100 giorni“.

Comincia così la storia più recente delle promesse su una legge che, sebbene non sancisca l’agognata uguaglianza, riconosce il minimo sindacale dei diritti alle coppie dello stesso sesso in un’Italia che somiglia sempre meno all’Unione Europea che ha contribuito a fondare.

Era il 2012 e Matteo Renzi, che pronunciava quelle parole, era candidato alle primarie del centrosinistra. Renzi vince le primarie solo a dicembre del 2013 e diventa premier a febbraio del 2014, scalzando Enrico Letta. Chiedendo la fiducia alle Camere per il suo governo, nato con l’appoggio del Nuovo Centro Destra di Alfano e Giovanardi, il premier dice che sui diritti civili bisogna “ascoltarsi” e “trovare un compromesso”.

Prima scadenza non rispettata: settembre 2014

All’assemblea del PD di giugno 2014, Renzi dà la prima scadenza: “A settembre, dopo la riforma della legge elettorale, realizzeremo un impegno preso durante le primarie, un impegno vincolante e lo faremo d’accordo con esponenti della maggioranza e Parlamento: quello sui diritti civili”.

Il riferimento è alle cosiddette unioni civili “alla tedesca”, una proposta che le associazioni avevano già criticato, giudicandola inadeguata e perfino ghettizzante, non essendo il matrimonio.

La proposta del Pd arriva qualche giorno dopo: dalla fusione di diversi disegni di legge presentati in Commissione Giustizia al Senato, nasce il DDL Cirinnà (dal nome della sua relatrice): i diritti previsti sono quasi tutti quelli di cui godono le coppie sposate, ma senza le adozioni (tranne che per il figlio del partner, le cosiddette stepchild adoption). Il PD trova l’appoggio del M5S e di Sel, a patto che non scenda sotto quello che viene considerato il minimo accettabile.

Si accende il dibattito nel governo e il ministro dell’Interno Angelino Alfano pone i suoi paletti: niente reversibilità della pensione, niente adozioni e nessuna equiparazione al matrimonio.

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Fonte | Pasionaria.it