Unioni civili. Alfano esulta: «Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura»

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Stamattina ci siamo svegliati con l’amaro in bocca. Ieri il Governo ha presentato il maxi emendamento al ddl Cirinnà sul quale stasera sarà posto il voto di fiducia. Il nuovo testo è uno schiaffo in faccia alla comunità LGBT. C’è poco da aggiungere.

Con una furbata da azzeccagarbugli di prim’ordine, la stepchild adotpion esce dalla porta, ma entra dalla finestra. Perché da una parte viene stralciato l’articolo 5, dall’altra si mantiene il riferimento, nell’articolo 3, alla legge sulle adozioni. In pratica, le coppie gay e lesbiche potranno rivolgersi a un Tribunale per far sì che i loro figli vengano riconosciuti da entrambi i genitori. Una situazione non molto diversa da quella attuale, contando che tra due settimane dovrebbe arrivare la disposizione della Consulta sul ricorso posto dal Tribunale dei minori di Bologna proprio su un caso di adozione da parte di una coppia lesbica.

Dal nuovo testo viene eliminato anche ogni comparazione col matrimonio: sparisce l’obbligo di fedeltà e in caso di separazione si accede a quella veloce. Restano il cognome unico, la pensione di reversibilità e l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.

Non è (solo) la conta dei diritti che abbiamo perso o quelli che abbiamo ottenuto a lasciarci l’amaro in bocca. Ma leggere le parole del Ministro Angelino Alfano che esulta per l’accordo ottenuto col Partito Democratico:

È stato un bel regalo all’Italia avere impedito che due persone dello stesso sesso, cui lo impedisce la natura, avessero la possibilità di avere un figlio. Abbiamo impedito una rivoluzione contro natura e antropologica, credo sia stato un nostro risultato.

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Fonte | lezpop.it