Strage di Orlando – Una cicatrice indelebile nei cuori arcobaleno

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di Redazione Stonewallnews

Mentre ancora risuona l’eco delle grida di dolore di familiari ed amici delle 49 vittime uccise lunedì scorso in un noto locale LGBT di Orlando in Florida, dal giovane americano di origini afghane Omar Mateen, il movimento LGBT italiano si interroga non soltanto sulle modalità che hanno reso possibile la strage ( le motivazioni sono sempre più evidenti ed inequivocabilmente legate al furore omotransfobico nutrito da Mateen) ma soprattutto sull’impatto emotivo suscitato nei confronti dell’italiano medio dalla notizia. Reazioni variegate ma contraddistinte da un’unica caratteristica, che la morte di ben 49 persone ed il ferimento di altrettante, già definita dai media americani, senza precedenti, sia passata a nostro parere come una strage di serie B su cui mettere subito una pietra sopra. A qualche giorno di distanza e in seguito alle numerose reazioni omofobe registrate sui Social riguardo all’accaduto, la presidente dell’associazione siracusana Stonewall GLBT ha voluto esternare le proprie considerazioni. Di seguito le dichiarazioni che Tiziana  Biondi ha voluto far precedere dal lungo elenco dei nomi delle vittime al quale va aggiunto, per dovere di cronaca, anche quello di una madre coraggio, Brenda Marquez McCool di 49 anni che durante la sparatoria ha fatto da scudo con il proprio corpo al figlio, salvandolo dalla furia omicida di Mateen:

“Leroy Valentin Fernandez, 25 anni; Mercedez Marisol Flores, 26; Peter O. Gonzalez-Cruz, 22; Juan Ramon Guerrero, 22; Paul Terrell Henry, 41; Frank Hernandez, 27; Miguel Angel Honorato, 30; Javier Jorge-Reyes, 40; Jason Benjamin Josaphat, 19; Eddie Jamoldroy Justice, 30; Anthony Luis Laureanodisla, 25; Christopher Andrew Leinonen, 32; Alejandro Barrios Martinez, 21; Brenda Lee Marquez McCool, 49; Gilberto Ramon Silva Menendez, 25; Kimberly Morris, 37; Akyra Monet Murray, 18; Luis Omar Ocasio-Capo, 20; Geraldo A. Ortiz-Jimenez, 25; Eric Ivan Ortiz-Rivera, 36; Joel Rayon Paniagua, 32; Jean Carlos Mendez Perez, 35; Enrique L. Rios, Jr., 25; Jean C. Nives Rodriguez, 27; Xavier Emmanuel Serrano Rosado, 35; Christopher Joseph Sanfeliz, 24; Yilmary Rodriguez Solivan, 24; Edward Sotomayor Jr., 34; Shane Evan Tomlinson, 33; Martin Benitez Torres, 33; Jonathan Antonio Camuy Vega, 24; Juan P. Rivera Velazquez, 37; Luis S. Vielma, 22; Franky Jimmy Dejesus Velazquez, 50; Luis Daniel Wilson-Leon, 37; Jerald Arthur Wright, 31 anni.

Questo il triste elenco delle 49 vittime GLBT barbaramente uccise ad Orlando il 12 giugno da Omar Mateen, un uomo che come tanti estremisti religiosi aveva una visione assai distorta dell’Islam. Un credo che lo aveva portato ad uccidere in nome di dio, quelli che Mateen riteneva dei pervertiti, peccatori nemici di Allah e non solo…pare infatti che lo stesso sparatore fosse un omosessuale, probabilmente represso, affetto da omofobia interiorizzata. Una persona che negava se stessa, a tal punto, da maturare dentro di se un odio irrefrenabile per coloro che gli ricordavano il suo essere gay.

Che differenza passa tra Omar e uno qualsiasi dei seminatori di odio di casa nostra qualcuno dei quali sedicente ex gay, guarito grazie alla fede? Nessuna! Se non il fatto, per gli omofobi “nostrani”, di non aver imbracciato un fucile, per cancellare dalla faccia della terra, coloro che essi stessi percepiscono come “diversi”, pervertiti o peccatori fuori dal disegno di Dio. Loro no, i nuovi crociati, usano, spesso, “soltanto” le parole, che scagliano come pietre verso chi sempre più incredulo diventa bersaglio di insulti, e pericolose menzogne e infamità, a volte, anche calci e pugni …ma solo “a volte”.

Nonostante ciò, guai a parlare di “omofobia”! La stragrande parte degli Italiani, dopo la strage, ha preferito mantenere pulita la propria coscienza puntando il dito contro tutto il mondo Musulmano, accomunando alla stessa stregua estremisti integralisti e cittadini per bene , devoti alla vera essenza dell’Islam.

Nel frattempo, in casa nostra, lo stesso Adinolfi, come molti altri, si è detto dispiaciuto e rammaricato dell’accaduto, dopo avere passato anni a seminare odio nei confronti delle persone omosessuali, invitando la gente a imbracciare il fucile, qualora si dovesse rendere necessario, per difendere i valori cristiani e la famiglia tradizionale. O peggio ancora personaggi come l’ormai tristemente noto avvocato Taormina, che sin da subito ha addossato la responsabilità della strage di Orlando ai ragazzi gay che l’attentatore avrebbe visto baciarsi: “se fossero stati etero, – dichiara Taormina – la furia omicida di Omar non si sarebbe mai manifestata”. Infine è arrivata la dichiarazione di un’insegnante che addirittura ha gioito: “In giro adesso ci sono 49 pedofili in meno e 49 bambini si sono salvati!” Ma si sa, in Italia l’omofobia non esiste!

A completare un quadro da brividi la reazione (anomala a nostro parere) dei media italiani che il giorno dopo la strage, per quanto riguarda la carta stampata, in pochissimi si erano soffermati dedicando le prime pagine all’accaduto! In tv quasi nessuna rete ha pensato di cambiare il proprio palinsesto per mandare in onda speciali e approfondimenti! Infine, chissà perché, non è stato dedicato nemmeno un minuto di silenzio all’inizio delle partite degli europei di calcio!

E sui social? Dove sono finiti quelli che “Je suis Charlie”,” Je suis Paris”,” Je sui Bruxelles”?
“Perché -come ha chiesto in un suo bellissimo intervento in parlamento, Michela Marzanonon siamo tutti Orlando? Perché non c’è stata la stessa mobilitazione? Perché non ci siamo sentiti ugualmente attaccati nella nostra umanita? Ebbene si dovrebbe smettere di fare due pesi e due misure!”
Se l’attentatore avesse scelto di prendere di mira discoteca etero, ci saremo tutti sentiti Orlando! Ma così non è stato….Alla fine sono morte “soltanto” 49 persone gay… 49 persone GAY, discriminate anche da morte! Uccise 2 volte da questa omofobia strisciante, da questa pietas a intermittenza!

Quanto lavoro culturale c’è ancora da fare in Italia, dappertutto: tra i docenti e gli alunni, tra i giornalisti, in tv, tra i politici!
A proposito di politici, ovvero di coloro che dovrebbero garantire (visto che lo hanno giurato sulla nostra costituzione) attraverso le leggi, pari diritti e dignità a tutti i cittadini e tutte le cittadine, a quando una legge che tuteli veramente le persone Gay, Lesbiche, Bisex, Trans, riconoscendo e punendo il reato di omofobia senza “se” e senza “ma”?

Nel frattempo non ci resta che segnalare un’utilissima iniziativa lanciata, tramite Gaypost.it, dallo studio legale GayLex di Bologna, per denunciare chiunque abbia scritto messaggi che incitano all’odio e alla violenza. “Fino a quando un Taormina, un Adinolfi, una sentinella, si sentiranno liberi di sputare odio su di noi senza per questo essere puniti, chiunque potrà permettersi di insultarci, picchiarci, ucciderci – ha scritto Cathy La Torre, avvocata di Gay Lex insieme a Michele Giarratano, sul proprio profilo Facebook -. Sto studiando vie legali per denunciare tutti questi omofobi sputatori d’odio. Chiunque abbia intercettato frasi del tipo: “dovrebbe accadere anche in italia” o “attenti al Gay Pride in Italia” ci mandi screenshot. Li denunceremo per istigazione a delinquere e minacce.

Avanti amici, reagiAMO!”.

Per segnalare messaggi offensivi ed omofobi, a prescindere che si riferiscano alla stage di Orlando o no, fate uno screenshot e inviatelo tramite mail a : info@gaylex.it