CON L’ELEZIONE DI DONALD TRUMP LA COMUNITÀ LGBT AMERICANA E’ IN PERICOLO?

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C’è qualcosa di profondamente inquietante nella vittoria di Donald Trump. Al di là delle promesse in campagna elettorale, Trump ha dato voce a quell’America inconsapevolmente (o consapevolmente) razzista, omofoba, misogina, transfobica, retrograda. E anche se negli ultimi giorni il presidente eletto ha cercato di ripulirsi facendo appello all’unità degli americani, non c’è niente in lui e nel suo team che faccia davvero ben sperare.

Rispetto alla comunità LGBT, possiamo dire di essere già stati presi per i fondelli. In un’intervista alla CBS, Trump ha affermato di non avere alcuna intenzione di intervenire sui matrimoni egualitari: «Ormai è stato deciso dalla Corte Suprema e mi va bene così», aggiungendo che, se anche dovesse essere nominato un giudice repubblicano (e anti-abortista) alla Corte Suprema, non ci sarà nessuna modifica della sentenza che nel 2015 ha garantito l’accesso al matrimonio anche alle coppie gay e lesbiche.

Questo è quanto ha affermato, ma la realtà dei fatti sembra andare da un’altra parte. Gli uomini del presidente, infatti, non saranno per nulla LGBT friendly, anzi. A cominciare dal suo vice, Mike Pence, ex governatore dell’Indiana, cristiano rinato e da sempre contrario ai matrimoni tra persone dello stesso, sostenitore delle terapie riparative e delle politiche discriminatorie per le persone transgender.

Non solo Pence: Reince Priebus, leader del partito Repubblicano, sarà il Capo dello Staff alla Casa Bianca. Priebus, nel 2011, definì i matrimoni egualitari uno «scenario pericolosissimo per i bambini». Accanto a Priebus ci sarà Steve Bannon, fondatore di Breitbart News, sito di estrema destra, che inneggia alla supremazia della razza bianca. Oltre agli attacchi contro musulmani, ebrei e persone di colore, Breitbart News è famoso per ospitare le rubriche di Milo Yiannopoulos: gay, cattolico di destra, bannato a vita da Twitter per via dei commenti offensivi contro i musulmani dopo la strage di Orlando, e contro l’attrice di Ghostbusters, Leslie Jones.

E poi: a capo del team sulle questioni interne, Trump ha nominato John Kenneth ‘Ken’ Blackwell, ex Segretario di Stato dell’Ohio. Blackwell è famoso per essere uno dei principali esponenti della destra ostile alla comunità LGBT.

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FONTE | LEZPOP.IT