Coming Out – Mamma, devo dirti una cosa

 

Il decidere di “dichiararsi” è un momento significativo e di particolare importanza per tutte le persone omosessuali, lesbiche, bisessuali o transessuali che decidono di farlo. Sia per se stessi, sia per le persone che lo “ricevono”, è una scelta, frutto di un percorso di crescita, di accettazione personale che ha anche un’importante valenza “politica”.

L’11 ottobre, in occasione del Coming Out Day (giornata internazionale dedicata al coming out) l’associazione d’iniziativa GLBTSTONEWALL” ha lanciato un’iniziativa, per invitare coloro che ne avevano voglia, a raccontare il loro coming out, inviando una mail a stonewallglbt@gmail.com. Quella che leggerete di seguito è la testimonianza di Antonino, un giovane omosessuale che vive in provincia di Siracusa. Buona lettura!

“Salve a tutti, mi chiamo Antonino, ho 22 anni e risiedo attualmente a Floridia, in questa mail vorrei raccontarvi del mio coming out e di come ho finalmente riacquistato la mia “libertà“.

Tutto è successo nel pomeriggio del 7 Ottobre 2018, ricordo bene come fossi agitato, mi portavo dentro quel dolore che ogni giorno della mia vita deteriorava il mio cuore da molti anni ormai (anche se la sensazione si era più accentuata da Febbraio 2018 in poi). Sono sempre stato un ragazzo molto timido ed abbastanza introverso quindi vi lascio immaginare come mi sentissi in quel momento. Mi presi di coraggio quel giorno ed incoraggiato da un mio caro collega di lavoro, da mia cognata e da mio fratello maggiore decisi di parlare a mia madre. Andai in cucina come al mio solito per fare merenda, mi feci un po’ di tè con i biscotti e le chiesi di sedersi con me e farmi compagnia a tavola.  Non trovavo le parole e non riuscivo a cominciare il discorso quindi parlammo come al nostro solito di cosa volevamo cucinare assieme quella sera o comunque di come mi trovassi a lavoro ultimamente, all’improvviso lei si alzò , mia madre non riesce a stare seduta più di 5 minuti se sa che ci sono ancora delle faccende di casa da fare, allora iniziai a prendere il discorso molto vagamente dicendo: “sai mamma, questo 2018 è stato un anno importante per me perché mi ha permesso di affrontare certe situazioni sia a lavoro che nella vita di tutti i giorni”, lei annuì e mi sorrise dicendo: “certo stai crescendo è normale”, dopodiché continuai ancora dicendo che a lavoro mi vogliono bene e mi accettano così come sono, che mi hanno preso a cuore e comunque ho trovato anche un caro amico (il collega di lavoro che ho citato all’inizio). Lei continuò a dire frasi su quanto fosse soddisfatta e felice di vedermi così amato dagli altri, nonostante il mio terribile passato con il bullismo. All’improvviso, dissi tutto tremante: “questo 2018 mi ha permesso di conoscermi a fondo, di trovare delle risposte..”, lei allora mi guardò stranita e disse: “ma in che senso trovato delle risposte?” allora, scoppiai a piangere come un bambino, lei fece il giro del tavolo e mi abbracciò dicendo “ma che è successo perché stai piangendo?” allora, anche se in quel momento mi sentivo come se qualcosa dentro di me si fosse aperto come uno scrigno con dentro un tesoro nascosto, gli staccai le mani e gli dissi: “mamma siediti devo dirti una cosa importante!” Tremavo come una foglia, mentre in quel momento dei miei occhi era rimasto ben poco, ero un fiume di lacrime che non smettevano di scendere e gli dissi:  “mamma devi sapere che a me non piacciono le femmine, io sono attratto dai ragazzi”.  Lei rimase sbalordita, non sapeva che dire e mi fissò, io continuai a tenergli strette le mani dicendo:  “mamma io non te l’ho mai detto perché non voglio che ti vergogni di me, io voglio che tu sia sempre orgogliosa qualsiasi cosa io scelga di fare”.  Lei si alzò piangendo e mi abbracciò forte dicendo: “non piangere, io non mi vergogno di te”.  Siamo rimasti abbracciati senza muoverci per una 5 di minuti, dopodiché ci calmammo entrambi e lei mi disse: “stai meglio adesso che me lo hai detto?” Io risposi di si.

Da lì in poi parlammo un po’ e lei mi chiese come l’avessi scoperto. Dopo un po’ di tempo, mia madre anche se sembrava averlo accettato ed essere tranquilla, in realtà si vedeva che era visibilmente scossa,  perché lei è sempre stata una donna un po’ all’antica dove il giudizio delle persone per lei è sempre stato oro colato (specialmente quello dei parenti) non sapendo che oggigiorno la gente parla lo stesso sia che si fanno opere di bene o no, quindi si sfogò con la vicina di casa, che però inaspettatamente gli disse che doveva pensare al mio bene e non a quello che potevano pensare gli altri (probabilmente visto l’età si aspettava che gli desse ragione a preoccuparsi della mia situazione agli occhi delle persone), questo la rassicurò tanto e comunque l’ha fatta diventare sempre più sicura.

Adesso è passata quasi una settimana e posso dire che il rapporto con mia madre non è cambiato per nulla, anzi forse si è pure rafforzato! A casa mia l’aria non è mai stata così pulita! Sono davvero contento di aver compiuto questo grande passo e per questo ringrazio ancora Alessandro Bottaro e Tiziana Biondi, rispettivamente il presidente e la vice presidente di Stonewall GLBT Siracusa ed un caro amico napoletano di nome Enzo che non mi ha mai abbandonato e mi ha  spronato a sentirmi più a mio agio con me stesso.

Questo che avete appena sentito è il mio coming out ma, prima di chiudere, mi sento di darvi un consiglio col cuore, queste parole me le ha dette il mio caro collega di lavoro mentre ero in lacrime perchè non sapevo come dirlo a mia madre : “Ricordati che una vera madre accetterà sempre suo figlio in qualsiasi condizione si trovi, che sia invalido, paralizzato, gay o in stato vegetativo, perché se non dovesse accettarti vuol dire che quella non è tua madre ma solo la donna che ti ha messo al mondo”.

Antonino

Vuoi raccontarci anche tu il tuo coming out? Scrivici al seguente indirizzo email: stonewallglbt@gmail.com