GAY PESTATO. IN OSPEDALE:”TROVATI UNA DONNA, COSĺ EVITI QUESTE COSE”

Ci risiamo. L’ennesima aggressione omofoba si è consumata nei pressi di Reggio Calabria, a danno di Claudio, un ragazzo che denuncia le violenze subite direttamente sul suo profilo Facebook:

E DOPO L’AGGRESSIONE OMOFOBA DI QUESTA SERA CHE MI HA PROCURATO LA FRATTURA PLURIFRAMMENTARIA DELLE OSSA NASALI CON DEVIAZIONE DEL SETTO NASALE A DESTRA CHE COSA MI RESTA DA DIRE? SONO ANCORA PIù INCAZZATO CONTRO CHI PROVA ODIO VERSO DI ME E I MIEI AMICI! IO SONO L’ENNESIMO ESEMPIO DI UN PAESE INCIVILE COME L’ITALIA!

Lo dice “gridandolo” sul web, a lettere maiuscole, parlando delle ferite subite – a quanto pare non una robetta da poco – e additando all’ inciviltà del nostro paese, incapace anche di varare una legge simbolica di tutela contro le violenze omofobe, il mandante di tutte le aggressioni consumate a danno di uomini, donne, ragazzi e ragazze GLBT negli ultimi tempi.

La notizia è pervenuta solo adesso, proprio sul social network, per cui i dettagli sono ancora incerti. Un aspetto, se confermato, preoccuperebbe ulteriormente per la sua volgarità: tutto il fatto, di per se stesso odioso, diventa irricevibile in ospedale. Il personale di turno – nello specifico, un infermiere – che ha curato Claudio, infatti, gli avrebbe consigliato di cercarsi una bella ragazza, «per evitare queste cose».

Se fosse vero – va infatti capito in che contesto è stata pronunciata la frase – sarebbe come se si consigliasse a un ebreo di cambiar religione per non subire attentati o a un nero di cambiar colore della pelle per non essere discriminato…

Claudio, la notte scorsa forse è stato picchiato due volte. La prima dai suoi aggressori, la seconda – e ribadisco: aspettandone piena conferma – dalle parole di chi avrebbe dovuto accoglierlo non in qualità di “frocio” da ricondurre sulla retta via, ma di paziente a cui affidare tutte le cure possibili perché così ci si comporta con le persone.

Questa è l’Italia incivile contro la quale si scaglia, sul web, il suo grido arrabbiato.

 

Articolo completo | QUI

Fonte | elfobruno.wordpress.com

MILANO: LE RELIGIONI DICONO SÌ AL REGISTRO DELLE UNIONI GAY

Cattolici, protestanti, buddisti, ebrei e musulmani in convegno a Palazzo Marino per discutere di laicità, religioni e famiglie. Un coro unanime di assensi per il registro delle coppie di fatto.

Miracolo a Milano? Così sembra. I rappresentanti delle maggiori comunità religiose si sono dati appuntamento nella prestigiosa sala Alessi di Palazzo Marino per il convegno Laicità, religioni e famiglie – dal registro delle coppie di fatto ai luoghi di culto, organizzato dal Gruppo Consiliare del PD e da Equality Milano. “Un incontro per unire – spiega Rosaria Iardino, moderatrice dell’evento – perché la diversità sessuale o religiosa è un valore troppo importante e non può essere strumentalizzato”. Partendo da uno studio sui nuovi tipi di famiglia e le varie confessioni religiose in una società in continuo mutamento, sul tavolo dei lavori la discussione su temi nei quali raramente c’è stato confronto senza l’ombra del pregiudizio. Presente Maria Grazia Guida, vice sindaco del Comune di Milano, che ha così introdotto: «Abbiamo trovato una città ferita, amministrata per anni sul senso della divisione che ha creato diffidenza e paura. Noi abbiamo l’idea di una città globale, aperta al confronto sul modo di essere e di vivere di ciascun cittadino. Sul dibattito intorno alle coppie omosessuali abbiamo aperto un confronto dialettico».

«Il dibattito sui diritti individuali di culto, di libertà sessuale, di procreazione assistita ecc. – prosegue Maria Carmela Rozza, capogruppo del Partito Democratico di Milano(in foto) – spesso è stato scevro della volontà di impegnarsi sul fronte di opinioni diverse, per legittimare il proprio movimento politico. Nella seconda Repubblica i diritti negati sono stati la carta d’identità dei movimenti politici. Se due persone dello stesso sesso vogliono vivere insieme, noi dobbiamo dare una risposta e non giudicare. Con l’istituzione di questo registro chiediamo allo Stato di legiferare in merito». «È un paradosso non riconoscere agli omosessuali il diritto al matrimonio. – così Marilisa D’Amico, presidente commissione Affari istituzionali Comune di Milano - Il parlamento ha ignorato il monito della Corte Costituzionale sulla necessità di intervenire con una legislazione in merito. Il registro delle unioni civili a Milano è il minimo che il Comune può fare finché non c’è una legge. Chi si registra avrà anche diritto di assistenza come parente prossimo in caso di malattia».

 

Articolo completo | QUI

Fonte | gay.it

I GAY STANNO TUTTI A SINISTRA | un libro di Dario Accolla

I GAY STANNO TUTTI A SINISTRA
Omosessualità, politica e società

un libro di Dario Accolla

 

L’opera affronta la varie fasi della questione omosessuale in Italia negli ultimi quindici anni prendendo in considerazione specifici aspetti politici, sociali e di costume.

Si analizza l’atteggiamento del ceto politico, di destra e di sinistra, con il suo atteggiamento ostile o le sue promesse elettorali tradite; della chiesa, con la sua predicazione e la sua influenza sulle masse; della società con la sua indifferenza, i luoghi comuni e le violenze perpetrate ai danni della gay community.

Si studia il fenomeno dell’omo-transfobia, sia nella sua forma più manifesta e violenta, con le aggressioni, sia nella sua forma più strisciante, con il perpetrarsi e il diffondersi di schemi mentali precostituiti e degli stereotipi diffusi.

Si approfondisce, per altro, il ruolo del linguaggio della politica e dei media attorno alla questione omosessuale.

Il saggio si conclude, infine, con una descrizione dell’universo GLBT – fenomenologie comportamentali, percezione di sé, stereotipi adottati e introiettati, la presenza delle famiglie arcobaleno (genitori gay) – e di alcune proposte per un nuovo approccio alla questione omosessuale da parte degli attori politici e sociali.

 

Visita il BLOG dell’autore.

LESBICHE? PER LO STATO SONO MALATE

Secondo i moduli del dicastero della salute il “lesbismo” è una vera e propria malattia. E non si tratta di una gaffe, ma di una classificazione vecchia di anni che rimarrà in atto ancora per molto tempo a causa dei ritardi burocratici.

Per quanto suoni strano, è ufficiale: per lo Stato le lesbiche sono “malate”. Non è l’ultima sparata di Carlo Giovanardi, né lo slogan omofobo di qualche facinoroso dell’ultradestra. Lo mette nero su bianco il modulo “Icd9-cm”, vale a dire l’elenco ufficiale delle patologie e dei traumi varato per decreto dal ministero della Salute. A pagina 514, capitolo 302, paragrafo “0″, è inserito il “lesbismo egodistonico”, classificato dunque a tutti gli effetti come malattia per gli enti pubblici, per l’Inps che sulla base di quegli elenchi certifica disabilità e invalidità, per Comuni e Regioni, ospedali e istituti di previdenza. E così scoppia il caso delle “lesbiche malate”, finora sfuggito perfino ai dirigenti di viale Trastevere. E si annuncia bufera a Montecitorio, fra interrogazioni già firmate dall’Italia dei Valori e proteste della comunità gay, incredula di fronte a quella che suona come l’ennesima discriminazione.

Nel Paese della burocrazia elefantiaca accade anche questo. Mentre l’Oms (l’Organizzazione mondiale della sanità) ha cancellato l’omosessualità dall’elenco delle malattie il 17 maggio del 1993, in Italia sopravvive in un documento ufficiale quel riferimento alle donne omosex. Eppure la lista è stata aggiornata nel 2007 dall’allora ministro del Pd Livia Turco e poi ratificata, senza correzioni, dal ministro del Pdl Ferruccio Fazio nel 2009. Ma non è bastato.

ARRIVA LA CONFERMA
Una drammatica svista? Una versione troppo datata? Una bufala? Macché. Basta telefonare all’Inps e domandare: “Scusi, dottore, qual è l’elenco delle malattie che usate per le pratiche?”. Un gentile dirigente conferma che è proprio il famigerato “Icd9-cm”, lesbiche incluse. Stessa cosa negli ospedali. E ancora all’ufficio legislativo della Regione.

 

Articolo completo | QUI

Fonte | espresso.repubblica.it

UNA STORIA D’AMORE GAY SUL TITANIC

La storia di Jack e Rose sarà solo una finzione di James Cameron, ma quella tra il Maggiore Butt e il pittore Millet fu una vera relazione che purtroppo affondò con il Titanic.

Titanic 3D ha vinto la sfida al botteghino di Pasqua incassando quasi 1,4 milioni in tre giorni di programmazione e siamo tornati a 15 anni fa, in piena Titanic-mania. La tragica storia d’amore di Jack Dawson e Rose DeWitt Bukater, stavolta in tre dimensioni, sta commuovendo di nuovo mezzo mondo ma c’è una vera storia d’amore naufragata con il Titanic che non molti conoscono, quella tra il Maggiore Archibald Butt (cognome sfortunato in effetti) e il pittore Francis Millet: nella foto principale Butt è quello fotografato a sinistra in divisa e Millet è l’uomo nel ritratto a destra, opera di George Du Maurier.

Il Maggiore Archibald Butt era nato ad Augusta nel 1865, poco dopo la guerra civile. Laureatosi nel Tennessee, lavorò come corrispondente per diversi giornali da Washington, combattè contro gli spagnoli a Cuba e contro i ribelli nelle Filippine. Fu tra gli uomini più vicini al Presidente William Howard Taft così come lo era stato del predecessore Theodore Roosevelt. E durante la notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 fu tra gli eroi che dimostrarono maggior coraggio sul Titanic.
Una delle donne che Butt aiutò racconta dell’estrema gentilezza con cui nel momento del disastro il Maggiore la fece salire sulla scialuppa, le accomodò una coperta intorno alle spalle con delicatezza, come se la stesse salutando prima di una passeggiata in macchina all’aria aperta.
Il Presidente Taft pianse quando confermarono che Butt era disperso nel freddo oceano Atlantico. Così come gran parte di Washington pianse. Nelle sale della Casa Bianca come degli edifici dell’Esercito e della Marina, come scrisse un giornalista dell’epoca, ”il nome del Maggiore Archie Butt, un tempo sinonimo di gaudio, ora simbolo di eroismo, veniva ripetuto con gli occhi annebbiati e la voce rotta dall’emozione”.

Il ritratto che ne venne tramandato era quello dell’uomo del sud archetipico, un militare tutto d’un pezzo. Molti non menzionarono, o evitarono di farlo, che sul Titanic Butt ci era salito con un altro uomo, il suo compagno, il pittore Francis Millet.
MILLET AL LAVORO NEL SUO STUDIO

Articolo completo | QUI
Fonte | gay.tv

RICA’TTE KANJI, STORIA SEMPLICE DI UNA LESBICA GIAPPONESE

Esce con Renbooks “Rica’tte Kanji?! – Una novellina a Tokyo”, storia autobiografica della fumettista Rica Takashima che racconta, in modo semplice e pulito la storia della giovane lesbica giapponese.

Spesso si tende a dimenticare che il fumetto è un linguaggio, e in quanto tale il suo valore non sta nei bei disegni o nel linguaggio ricercato, ma nella sua capacità di comunicare con il lettore. Sicuramente avere dei disegni impeccabili può rendere tutto più gradevole all’occhio, ma non bisogna dimenticare che un fumetto riuscito non è tanto quello che ha dei disegni fantastici, ma quello che ha uno stile funzionale alla storia che vuole raccontare e – ovviamente – una bella storia da convertire in vignette e nuvolette. Per questo sarebbe sbagliatissimo liquidare un fumetto che – al primo impatto – sembra fatto giusto per riempire delle pagine bianche, perchè si rischierebbe di perdere l’opportunità di scoprire una piccola perla come Rica’tte Kanji?! – Una novellina a Tokyo, il bel romanzo semiautobiografico di Rica Takashima, recentemente pubblicato in italiano da Renbooks.

Infatti lo stile utilizzato dall’autrice, che peraltro è un’illustratrice che ha esposto anche a Parigi, Hong Kong e Mosca, è volutamente elementare e sintetico, e proprio per questo molto diretto ed efficace per raccontare un’esperienza di vita che vuole essere comunicata nel modo più trasparente e immediato possibile. Rica, la protagonista della storia, è una ragazza nata e cresciuta nella provincia giapponese, che negli anni ’90 decide di iniziare gli studi di assistente all’infanzia all’Università di Tokyo, anche per avere l’occasione di poter vivere in maniera più completa la propria omosessualità. Infatti Rica ha preso coscienza molto in fretta di essere lesbica, e anche se la sua famiglia non glielo ha mai fatto pesare, si è resa conto che la vita di provincia non le può dare  quello di cui ha bisogno. Una storia comune a tanti omosessuali in tante parti del mondo, tuttavia Rica è una ragazza che alla voglia di emancipazione aggiunge una grande dolcezza, un candore disarmante e una buona dose di ingenuità.

Articolo completo | QUI

Fonte | gay.it

SONDAGGIO EUROPEO LGBT | fai valere la tua esperienza!

 

Di cosa tratta il sondaggio europeo LGBT della FRA?

L’Unione Europea desidera conoscere le tue esperienze – fa in modo che la tua esperienza conti. Al fine di sostenere la legislazione e il processo decisionale in materia di diritti LGBT, l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) ha lanciato un sondaggio LGBT in tutta l’Unione con un questionario che è disponibile on-line per raccogliere i pareri di persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender (maggiorenni) che vivono nell’Unione Europea e in Croazia.

Il sondaggio pone una serie di domande sulle esperienze delle persone LGBT, tra cui:

  • Contesto personale
  • Percezioni e risposte pubbliche all’omofobia e/o transfobia
  • Discriminazione
  • Consapevolezza dei propri diritti
  • Ambiente sicuro
  • Violenza e molestie
  • Il contesto sociale per coloro che sono LGBT

 

CLICCA QUI PER INIZIARE L’INDAGINE EUROPEA LGBT

 

Articolo completo | QUI

Fonte | lgbtsurvey.eu

Monsignor Giacomo Babini: “Avere un figlio gay è una disgrazia”

Pontifex augura buona Pasqua ai gay alla sua maniera: pubblicando dichiarazioni che di civile hanno ben poco. Monsignor Giacomo Babini, intervistato dal sito, ha fatto sapere che dall’omosessualità si può guarire, ma solo nel caso di individui che provano attrazione per lo stesso sesso fin dalla nascita:

“Credo che sarebbe una disgrazia per i genitori, che tuttavia, spesso rinunciano a guarirli, perché è anche possibile guarire, se uno lo vuole quando nasce così. Diverso il caso di chi diventa gay per libera scelta, e si vede che in ambienti malati, questi soggetti aumentano sempre. Attraversiamo un tempo nel quale la sfrenatezza sessuale e regole fuori controllo, fanno scoprire ogni giorno una porcheria diversa e più grossa.”

Babini prende di mira anche Paola Concia, rea di pretendere diritti per la sua compagna.

 

Articolo completo | QUI

Fonte | gayprider.com

 

COPPIA GAY RICORRE CONTRO NEGATA COPERTURA SANITARIA E VINCE

Una coppia di Milano ha fatto ricorso contro la cassa muta della banca presso cui lavora uno dei due che non voleva riconoscere al partner il diritto alla copertura. La Corte d’Appello dà loro ragione.

E’ ancora la sentenza di un tribunale, l’ennesima, a stabilire che nessuna discriminazione può essere fatta tra coppie eterosessuali e coppie omosessuali. A pronunciarsi, dopo la Corte di Cassazione e ilTribunale di Reggio Emilia, è la Corte d’Appello di Milano che, dando ragione al Tribunale del capoluogo lombardo rigetta la richiesta di una banca che vorrebbe negare la copertura sanitaria al convivente gay di un suo dipendente nonostante la coppia avesse tutti i requisiti richiesti,compresa l’iscrizione dello stesso stato di famiglia.
Protagonisti della vicenda sono Marco e Erminio. Il primo è dipendente di una banca e decide di citare in giudizio la cassa mutua della banca stessa perché questa si rifiuta di riconoscere ad Erminio lo staus di “convivente more uxorio” (ovvero “conviventi come una coppia sposata”) e, quindi, di offrirgli le prestazioni sanitarie riservate, invece, ai conuiugi e ai conviventi eterosessualidegli altri dipendenti.

La coppia vince im primo grado presso il Tribinale diMilano e la cassa mutua dell’istituto bancario perde il ricordo in Appello stabilendo, di fatto, che nella nozione di “convivente more uxorio” usata dall’ente rientrano anche le coppie gay.
«Le aule dei palazzi di giustizia sono sempre più spesso le sedi in cui le coppie gay possono ottenere dignità e parità di diritti – ha commentato il vicepresidente del PD Ivan Scalfarotto -. E’ il segnale che i tempi sono maturi anche in Italia per l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini, gay e etero. Chi lamenta l’invasività del potere giudiziario dovrebbe piuttosto interrogarsi sull’incapacità della politica di dare risposte serie ai problemi dei cittadini».

 

Articolo completo | QUI

Fonte | gay.it

La crociata omofoba della “Militia Christi”

 

Esce in questi giorni, dopo l’anteprima Palermitana al Sicilia Queer Film Festival, il film commedia “GOOD AS YOU” del regista italiano Mariano Lamberti, che affronta con un tocco di ironia e leggerezza il tema dell’omosessualità, raccontando le avventure e le disavventure amorose (e non solo..) di un gruppo di gay e di lesbiche.

“Lamberti rappresenta una ‘grande famiglia’ il cui principio di aggregazione è la scelta: scegliere le persone con cui condividere, con cui parlare e con cui accompagnare la propria esistenza.”

Purtroppo però, l’uscita di questa che potrebbe essere definita la prima “Gay commedy all’italiana” è stata accompagnata da un gravissimo, becero e ignobile atto di omofobia ed intolleranza da parte del gruppo di integralisti cattolici denominati “Militia Christi” , ovvero l’invio da parte degli stessi di una diffida a tutti i gestori dei cinema a non proiettare il film nelle loro sale.

Ecco di seguito riportato uno stralcio del comunicato-diffida inoltrato dai vertici di “Militia Christi”:

“La invitiamo a non proiettare il film nel suo cinema. In caso contrario sappia che ci muoveremo per boicottare il suo cinema” ed inoltre “il film rappresenta una squallida e volgare apologia della pratica omosessuale sotto forma di commedia per veicolare un messaggio antinaturale e diseducativo per i giovani [...]con l’intento di equiparare le convivenze tra persone omosessuali con le coppie formate da un uomo e una donna, un maschio e una femmina”.

Gli stessi attivisti di “Militia Christi” hanno inoltre diffuso una nota nella quale il pubblico viene esortato a non vedere il film e a boicottare le sale cinematografiche che hanno in programmazione il film.

L’associazione Stonewall nel condannare e denunciare questo gravissimo ed ennesimo atto di intolleranza omofoba, auspica che il film venga al più presto proiettato anche nelle sale siracusane e siciliane e invita tutti coloro che si reputano dotati di un minimo di senso critico, cultura e buon senso ad andare a vedere il film ignorando quanto detto da questo pericoloso gruppo di fanatici , al quale ricordiamo che:

- l’omosessualità non è una malattia;

- l’amore omosessuale merita lo stesso rispetto e gli stessi riconoscimenti di quello eterosessuale;

- i gay, le lesbiche, i bisex, i transessuali e le transessuali sono cittadini e cittadine uguali a tutti gli altri, nonostante la chiesa e la classe politica attuale li continuano a considerarli e a trattarli di fatto come cittadini di serie z, non riconoscendo loro gli stessi diritti civili riconosciuti al resto della popolazione.

La presidente dell’associazione Stonewall, inoltre, invita il “capo” della sedicente “Militia” e tutti i suoi adepti a iniziare presto un percorso terapeutico: perche dall’OMOFOBIA si può e si deve guarire!

La presidente di STONEWALL Siracusa

Tiziana Biondi