LIBERTA’ si, ma non di usare un linguaggio offensivo nei confronti delle persone LGBT+

 

COMUNICATO STAMPA

Siracusa, 28.01.22 – Così i vertici delle due maggiori associazioni LGBT siracusane, Arcigay Siracusa e Stonewall, Lucia Scala e Alessandro Bottaro in merito ad un articolo di cronaca apparso sul popolare quotidiano siracusano Libertà.
<<Rapporto omosessuale. Omicidio del 57enne, il pm chiede 16 anni per l’ex carabiniere palestrato. Le indagini seguirono la strada passionale, il carabiniere palestrato riuscì a costruire un alibi credibile ma sgamato dai Ris” e ancora “Tragica storia di omosessuali”>>
Questo il titolo e una parte del testo dell’articolo non firmato, pubblicato dalla testata libertasicilia.it.

Espressioni inaccettabili, proprio perché intrise di stereotipi omofobi e sessisti che non dovrebbero trovare cittadinanza tra le pagine di un organo d’informazione degno di questo nome. “Parole inappropriate e irrispettose usate dal cronista, – sottolineano Scala e Bottaro – in barba alle numerose prescrizioni dettate dal codice deontologico della professione giornalistica, peraltro implementato negli ultimi anni dall’Ordine dei Giornalisti da corsi di formazione continua , anche a carattere deontologico, tra cui l’uso di un linguaggio rispettoso nei confronti delle persone non eterosessuali, o delle donne o delle persone di colore ecc. ecc. resi obbligatori per tutti gli iscritti. Provvedimento, – continuano – che dopo aver letto il tono ed il linguaggio usato nel suddetto articolo, appare ancora totalmente disatteso, in quest’ottica ci chiediamo infatti se sia fondamentale, per la comprensione di quanto accaduto far conoscere a chi legge l’orientamento sessuale della vittima e del presunto assassino, quando in similari fatti di cronaca dettagli simili vengono regolarmente omessi.

La nostra risposta è, NO non lo è, piuttosto certi dettagli, spesso morbosi, servono solo ad accentuare la diffidenza, lo stigma e i taluni casi persino l’odio nei confronti delle persone LGBT. A tal proposito, ci permettiamo di suggerire al direttore e soprattutto all’autore o all’autrice del suddetto articolo la lettura approfondita della pubblicazione uscita nel lontano 2013 dal titolo: “Linee guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT”. Questa importante ed esaustiva (QUIil link al download) è stata pubblicata dal Dipartimento per le Pari Opportunità, a seguito di un ciclo di seminari di formazione per giornalisti intitolati “L’orgoglio e i pregiudizi”, svoltisi a Milano, Roma, Napoli e Palermo, organizzati dall’UNAR, in collaborazione con Redattore Sociale, con il patrocinio dell’Ordine nazionale dei giornalisti e della Federazione nazionale stampa italiana, delle amministrazioni comunali, degli Ordini regionali e dei sindacati dei giornalisti delle città ospitanti. In questi anni molte testate hanno lavorato per diffondere la cultura del rispetto di tutte le minoranze attraverso una giusta narrazione ed è a loro che ci rivolgiamo affinché continuino ad essere strumento di comprensione della realtà ed attraverso l’abbattimento delle barriere mentali, veicolo di inclusione. Su questi temi, – concludono Lucia Scala e Alessandro Bottarochi si occupa di comunicazione, dovrebbe sapere che il linguaggio gioca un ruolo fondamentale, poiché le parole se usate male possono risultare “tossiche” e soprattutto, come in questo caso, contribuiscono ad alimentare una narrazione “morbosa”, stereotipata e offensiva delle persone omosessuali”.