GAYNET: “Farmaci per cambiare sesso ai bambini? Spieghiamo la bufala”

 

Pubblichiamo integralmente il testo di un interessante approfondimento sui “farmaci bloccanti” diffuso tramite social e via mail da GAYNET (Info QUI)

“Alcuni giorni fa il presidente della Società Psiconalitica Italiana, Sarantis Thanopulos aveva scritto alla presidente Meloni esprimendo preoccupazione per i cosiddetti “farmaci bloccanti”.Abbiamo ricostruito l’argomento prendendo spunto dalle varie reazioni suscitate da questa uscita, che è stata condotta in solitaria dal presidente senza consultare gli organi interni della società.

COSA SONO 

I bloccanti ipotalamici sono farmaci che sospendono lo sviluppo ormonale e che vengono somministrati a pubertà già avviata. Hanno un effetto reversibile, non fanno “cambiare sesso”, come a volte si dice, e hanno l’obiettivo di far guadagnare tempo a individui con Incongruenza di Genere per maturare in modo più consapevole la propria identità.

Il trattamento con bloccanti ipotalamici in adolescenti con Incongruenza di Genere non è un trattamento in fase di sperimentazione, perché già:

– approvato dalla Determina AIFA (n. 21756/2019), che ha avuto parere favorevole dal Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) in data 13 luglio 2018;

– sostenuto da raccomandazioni scientifiche internazionali (sottoscritte anche a livello nazionale);

– riservato a casi attentamente selezionati, a seguito di una valutazione multidisciplinare e individualizzata come descritto nella determina AIFA.

INCONGRUENZA DI GENERE 

Condizione caratterizzata da una significativa e persistente incongruenza tra identità di genere e sesso assegnato alla nascita. Questa definizione compare nell’ultima edizione della classificazione internazionale delle malattie (ICD-11), redatta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ed è inclusa tra le condizioni correlate alla salute sessuale (Infotrans.it)”. È stata rimossa pertanto dal capitolo delle patologie mentali. 

DISFORIA DI GENERE 

Non va confusa con la Disforia di Genere, categoria del manuale dell’Associazione Americana di Psichiatria (DSM) che indica invece il disagio clinico delle persone con incongruenza di genere. Va ricordato tuttavia che tale sofferenza deriva in gran parte dal vivere a contatto con il pregiudizio e lo stigma di chi non riconosce l’esistenza della varianza di genere come una normale espressione dell’ampio spettro in cui le identità di genere possono svilupparsi.

VARIANZA DI GENERE 

Non va fatta confusione nemmeno con la Varianza di genere, che riguarda principalmente l’infanzia e indica individui che non si sentono a loro agio nel genere assegnato socialmente alla nascita e che vivono il genere in modo diverso rispetto a quanto prevede la norma sociale.

LA RISPOSTA 

Le società di Endocrinologia, Pediatria, Genere Identità e Salute, Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, Andrologia e Medicina della Sessualità, Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, e l’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere, hanno risposto alla lettera di Thanopulos. 

Nella risposta si legge che “Tutte le identità di genere, come riconosciuto dalla World Health Organization e dalla American Psychiatric Association, sono normali variazioni dell’identità sessuale di una persona e possono svilupparsi in modo diverso dal sesso assegnato alla nascita”.

La diffusione di informazioni non corrette rispetto a questo tipo di trattamento, rischia di compromettere la possibilità di accesso a percorsi di affermazione di genere a giovani persone con Incongruenza di Genere con effetti devastanti sulla loro salute psicologica e fisica nel breve e lungo termine”.

È ampiamente descritto in letteratura come gli ostacoli di accesso all’assistenza sanitaria siano associati a peggioramento del funzionamento psicologico e aumento del rischio suicidario in una popolazione che è oggetto di stigma anche a livello di assistenza sanitaria. Compito dei professionisti è quindi proprio quello di diffondere una cultura legata alle tematiche di salute transgender basata sulle evidenze scientifiche e non sull’ideologia”.

L’INTERVENTO DI LINGIARDI 

In una intervista su ‘La Repubblica’, il Prof. Vittorio Lingiardi ha commentato la lettera di Thanopulos: “Se è vero che un numero crescente di persone giovani segnala il proprio disagio rispetto agli schemi di genere assegnati, non è vero che l’espressione di tale disagio viene automaticamente tradotta in somministrazioni ormonali in attesa di interventi medico-chirurgici di rassegnazione sessuale” .

Se un appello va fatto, mi sembra più importante e responsabile quello per una formazione adeguata di tutte le categorie professionali (insegnanti, medici, psicologi, psicoterapeuti) che in modi diversi entrano in contatto con questo delicato e inatteso paesaggio del percorso evolutivo di alcune e alcuni adolescenti”.

IN SINTESI 

I farmaci bloccanti:

– non sono una sperimentazione;

– non fanno “cambiare sesso”;

– non vengono dati “ai bambini” ma a pubertà già avviata, secondo procedure ben codificate a livello internazionale;

– hanno un effetto reversibile;

– sono necessari per la salute di alcune persone transgender;

– non riguardano tutte le persone transgender e non binarie;

– non riguardano tutti i bambini e le bambine che manifestano varianza di genere in età evolutiva;

– riguardano alcuni individui con incongruenza di genere, considerata dal 2018 una diagnosi non patologica, simile alla menopausa o la gravidanza.

Per approfondire il comunicato intersociatario sui “farmaci bloccanti” per le persone transgender (Società di Endocrinologia, Pediatria, Genere Identità e Salute, Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, Andrologia e Medicina della Sessualità, Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, l’Osservatorio Nazionale sull’Identità di Genere) CLICCA QUI “

FONTE | GAYNET