COS’É L’OMOSESSUALITÀ LATENTE? LA PSICOLOGA SOFIA MILAZZO RISPONDE

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Già dai tempi di Platone si afferma il convincimento che in un corpo possano coesistere un desiderio di natura eterosessuale e un desiderio omosessuale. In tempi più recenti, il padre della psicoanalisi, Sigmund Freud, afferma una bisessualità congenita in tutti gli esseri umani. Anche un altro psicanalista, Georg Groddeck, è del parere che nessun eterosessuale rimuove realmente del tutto i propri desideri omosessuali, quanto piuttosto finge di averli rimossi. Più che rimossa, presso la maggior parte delle persone, l’omosessualità è latente.

In genere, si utilizza l’espressione “omosessualità latente” per indicare una omosessualità della quale non si ha consapevolezza. Spesso viene erroneamente confusa con l’omosessualità repressa: in quest’ultima il soggetto decide di negare il proprio orientamento, di reprimersi appunto, frequentemente per timore del giudizio sociale, e lo fa consapevolmente. Al contrario, l’omosessualità latente è una realtà che opera al di sotto dei livelli di coscienza e che si manifesta attraverso una serie di fenomeni che vengono interpretati da chi li osserva in se stesso sulla base di categorie del tutto estranee alla omosessualità. È il caso della persona che si è sempre percepita come eterosessuale, ha avuto esclusivamente relazioni eterosessuali (magari è fidanzata o sposata) e improvvisamente ha una persistente fantasia sessuale o prova un’attrazione fisica verso una persona dello stesso sesso. Un aspetto del sé, dunque, latente, che esplode inaspettatamente nella persona come un fulmine a ciel sereno. La reazione iniziale spesso è di disorientamento e soprattutto di negazione, dando inizio a un dialogo interiore con se stesso, alla ricerca di spiegazioni alternative a quanto gli sta accadendo: “la mente che mente a se stessa”.

Si può anche parlare di omosessualità latente o inconscia quando il soggetto, pur in assenza di interessi consapevoli e comportamenti rivolti a persone del suo stesso sesso, sperimenta rilevanti difficoltà a realizzarne di eterosessuali. Si possono evidenziare allora quadri di impotenza nell’uomo e di frigidità nella donna o di apparente ipercoinvolgimento con l’altro sesso. Nell’omosessualità latente non è raro riscontrare un atteggiamento un po’ contraddittorio: da un lato l’interessamento per il modo di vivere degli omosessuali (ad es. frequentando locali a tendenza gay) dall’altro una sorta di avversione o di derisione per gli omosessuali stessi.

L’evoluzione dell’aspetto di latenza omosessuale che emerge dipenderà da caso a caso: alcuni soggetti cercheranno di ricacciare nell’inconscio questo aspetto del sé attraverso un’opera di repressione, altri invece vivranno il loro sentire omosessuale o come esperienza episodica o come vissuto prevalente.

Dott.ssa Sofia Milazzo
Psicologa

La dott.ssa Sofia Milazzo collabora da oltre 5 anni con l’associazione Stonewall di Siracusa ed è responsabile insieme alla psicologa e psicoterapeuta dott.ssa Laura Uccello de LA PSICOLOGA RISPONDE” una linea amica, un servizio e-mail gratuito di counseling on line rivolto a tutte la persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali o ai loro familiari che sentono il bisogno di supporto per crescere, affrontare e accettare la propria o l’altrui omosessualità/transessualità, per aver subìto discriminazioni e casi di omofobia/ transfobia tra i banchi di scuola o sul posto di lavoro, per far fronte a problemi di coppia o per chiarire i propri dubbi.

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