Da Yuri Guaiana, Segretario nazionale dell’Associazione radicale Certi Diritti a Sara Varetto, direttrice di Sky TG 24, e per conoscenza a Andrea Zappia, Amministratore delegato di SKY Italia.
Cara direttrice,
creda alle nostre parole quando diciamo che quello scambio di anelli e quel bacio in diretta tv nazionale avvenuto durante l’ultima puntata di Italia’s Got Talent è stata un’emozione non da poco per quei singoli, quelle coppie e quelle famiglie che da quarant’anni – il tempo trascorso dalla riforma del Diritto di famiglia del 1975 – aspettano una svolta da parte del legislatore italiano.
Non è da poco mostrare a centinaia di migliaia di italiani la normalità di una coppia che vuole dare il via ad un progetto di vita assieme. Non è da poco far sapere a centinaia di migliaia di italiani che quella coppia francese potrà sposarsi perché nel loro paese (al pari di 13 altri Stati europei) il matrimonio tra due uomini o tra due donne è realtà. Non è da poco far sapere a quei telespettatori che quei due innamorati non avrebbero potuto fare la stessa cosa qui in Italia.
In un’Italia dove il servizio pubblico di informazione radiotelevisiva relega i dibattiti e i confronti alle ore piccole della notte o a data da destinarsi, le occasioni di sensibilizzazione sono un sorso di acqua fresca per le organizzazioni che, come l’Associazione Radicale Certi Diritti, da anni lottano per trasformare il Diritto di famiglia nel “Diritto delle famiglie”. Studiamo e lavoriamo 365 giorni l’anno per abbattere la discriminazione matrimoniale ai danni delle persone gay e lesbiche, per facilitare l’accesso alle adozioni per eterosessuali, omosessuali e singoli, per offrire alle italiane e agli italiani – indipendentemente dal loro orientamento sessuale – gli strumenti per realizzarsi nella loro vita sentimentale e familiare.
Troppo spesso, però, ci mancano le parole. Non ci fraintenda, sappiamo bene cosa raccontare (le storie delle famiglie omoparentali, le odissee di quelle coppie sposate all’estero costrette a lasciare i loro diritti alla frontiera, i pronunciamenti delle corti italiane e internazionali in materia), ma non abbiamo lo spazio per farlo.
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Fonte | huffingtonpost.it
