Era il 28 Febbraio quando Rosario Crocetta, Presidente della Regione Sicilia e gay dichiarato, si era detto favorevole a sostenere “qualsiasi iniziativa a favore dei diritti delle persone” e aveva annunciato il patrocinio della Regione per il Gay Pride di Palermo, che si terrà il prossimo 22 Giugno.
È bastato questo annuncio a scatenare un’ondata di inutili e sterili polemiche che hanno investito non solo Crocetta, ma anche l’intera comunità gay dell’isola. Quel patrocinio dato al Gay Pride da parte di un politico gay è stato visto da molti non solo come uno “spreco di soldi pubblici” oppure un “attacco alla famiglia tradizionale“, ma anche una specie di conflitto d’interessi di cui si poteva fare volentieri a meno.
Tanti sono stati i commenti negativi pubblicati su blog e portali di notizie: l’attacco non è solo verso i gay che sfileranno alla parata, ma soprattutto verso Crocetta, reo, secondo questi siciliani omofobi (che non rappresentano sicuramente la maggior parte delle persone dell’isola, per fortuna), di aver sostenuto un’iniziativa di orgoglio omosessuale, quella di cui avrebbe bisogno invece un Paese chiuso e chiesaiolo come il nostro.
I messaggi sono tanti: “Che vergogna! Bravi cattolici e legati alla famiglia tradizionale che lo avete votato… La Regione non può assecondare queste iniziative. Deve dirsi estranea e imparziale“; “E ti pareva che non lo sponsorizzava! magari gli darà un contributo e si metterà in testa alla parata!“; “Ora organizziamo il ‘eteri-pride’ delle coppie normali con figli… vediamo se lo sponsorizza… Ripeto è una vergogna… Vorrebbero uno stato laico, nel senso lato del termine..? E allora la Regione non può permettersi di mettere il proprio simbolo in queste manifestazioni!“.
Tutti commenti che strappano più risate che indignazione per quanto sono arroganti, stupidi e senza alcun fondamento. Ma per fortuna, ci sono stati anche commenti favorevoli alla decisione di Crocetta. Basterebbe davvero poco per capovolgere queste accuse e far capire a quei signori che le loro frasi sono solo farneticazioni. Ma riuscirebbero a capirlo? E, soprattutto, come la prenderebbero se sapessero che ormai è tradizione consolidata che il sindaco o il presidente di Regione prendano la guida della parata dell’orgoglio gay?
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Fonte | pianetagay.com
