DIRITTI GAY: COSÍ IL MONDO SI DIVIDE

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Una volta era la guerra fredda, comunismo da una parte, capitalismo dall’altra. Ora sembra che a dividere il mondo siano i diritti glbt. Da una parte ObamaCameronHollande, tutti impegnati a garantire ai cittadini glbt gli stessi diritti di quelli eterosessuali. Dall’altra Putin.Proprio a chiusura del mese dell’orgoglio omosessuale, il presidente russo ha firmato la legge che vieta la propaganda di “relazioni sessuali non tradizionali” in presenza di minori. Anche se non è detto in maniera esplicita, è chiaro che con “relazioni sessuali non tradizionali” si intende omosessualità. Una tale ambiguità rende la legge ancora più “pericolosa”, perché permette alle autorità di applicarla in maniera arbitraria.

Il non riconoscere l’omosessualità in quanto tale, inoltre, è una doppia forma di discriminazione, perché la relega in una zona grigia non definita, senza avere nemmeno il coraggio di nominarla (nominare qualcosa vuol dire riconoscerne l’esistenza). Le pene applicate per chi dovesse fare questo tipo di propaganda sono durissime, “dai 100-125 euro per le persone fisiche, ai 19mila-23mila euro per le aziende e le società. Inoltre, se la propaganda avviene sul web, le aziende potrebbero essere chiuse per 90 giorni, e gli stranieri colpevoli potrebbero essere detenuti per 15 giorni ed espulsi”.

La prossima volta che scenderemo in piazza per chiedere che vengano riconosciuti i nostri diritti, ricordiamoci di cosa sta succedendo in Russia. E una domanda per il Governo italiano, se il mondo è sempre più diviso tra chi riconosce i diritti glbt e chi no: noi da quale parte vogliamo stare?

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Fonte | lezpop.it