NEW YORK (QUASI) IN MANO LESBICA

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Donna e gay, sarà sindaco a New York? Si intitola così l’articolo del Corriere.it che commenta lacandidatura di Christine Quinn, democratica, 46 anni portati bene, capelli rossi. Apre con la lista delle minoranze che si sono sedute sulla poltrona della grande Mela: (italiani  (Fiorello LaGuardia e Rudy Giuliani), ebrei (Ed Koch e Michael Bloomberg) e neri (David Dinkins). E conclude, laconico: ma mai donna.

Si ferma qui, incredibilmente. Dimentica il “gay” del titolo, dimentica il “lesbica” che ultimamente si legge sempre meno (a costo di cacofonie come “una gay”, gridato sulla copertina di Vanity Fair dedicata a Jodie Foster).

Parla di politica, della piattaforma utilizzata per la campagna, della svolta “calda” che la porterà a piedi nei cinque quartieri di New York, faccia a faccia con gli elettori. E tutto questo va bene, perché Christine Quinn è candidata ad una carica pubblica ed è di questo che si dovrebbe parlare: di programmi, sondaggi (che la danno favorita), strategie.

Poi però a metà articolo sembra pentirsi e recupera l’informazione un po’ in sordina, ricordando il matrimonio dello scorso maggio, definito dai media come “le prime nozze gay di un politico newyorchese”.

Non c’è da stupirsi, visto che l’omossessualità è anche un fatto politico, soprattutto quando riguarda persone in posizioni di potere e quindi capaci di attuare dei cambiamenti. Raccontata così, però, tra titolo e commento (quasi) di gossip, l’informazione resta sospesa a mezz’aria. Perde buona parte della sua forza e attira comunque, purtroppo, tutti i commenti omofobi tipici di questi articoli.

Meglio allora una scelta più decisa, dire senza paure: sapete che c’è? C’è che una donna lesbica è la favorita fra i candidati sindaci di New York.  Ed è una grossa novità.

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Fonte | lezpop.it