IO SONO L’AMORE CHE NON OSA PRONUNCIARE IL SUO NOME

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Sarò logorroico, ma questo in sintesi è l’insieme di deduzioni, sentimenti e piccoli progressi che grazie a Stonewall Siracusa e ai suoi incontri ho maturato!

Omosapiens
“Io sono l’amore che non osa pronunciare il suo nome”. Lord Alfred Douglas
Il motivo scatenante che mi ha spinto a seguire per il secondo anno consecutivo il ciclo di incontri esperienziali “Omosapiens”, svoltosi grazie alla determinazione e volontà degli attivisti dell’associazione Stonewall glbt Siracusa, è ampliamente riconducibile all’aforisma di cui sopra pronunciato dal Douglas nei confronti dell’amato Oscar Wilde.
Partendo dalla mia storia personale in poi, ho sempre riscontrato in maggioranza, uno status mentale, di negazione del proprio orientamento, omo/bisex/trans, in primis a se stessi e conseguentemente al resto del mondo (famiglia, scuola, lavoro, società).
Negazione fobica di se stessi, spesso volontaria o indotta, condizionata da fattori personali e/o esterni, reali o presunti.
Un muro costruito sull’ipocrisia di spiccioli sotterfugi che qualche volta protegge, ma alla lunga soffoca.
Tutto questo ha un nome: Omofobia interiorizzata, che possiamo definire come tutto un insieme di atteggiamenti, che tante volte in maniera mendace, sono volti a minimizzare e troppo spesso occultare, ogni barlume di coscienza di se, e di tutti coloro che condivido lo stesso orientamento, solo perché non consono e conforme al sentire comune che identifica l’eterosessualità come la norma.
Solo vivendo alla luce del sole possiamo goderne i raggi, il calore e i benefici, anche se, a causa della mancanza di leggi specifiche di tutela in materia di omo/transfobia, il prezzo sociale di esclusione troppo spesso risulta molto gravoso, a partire dalle reazioni in famiglia d’origine, che abbandonata a se stessa, in balia di condizionamenti negativi di natura culturale, sociale e religiosa, risulta impreparata a proporsi ad un figlio, che si scopre omo/bisex/trans, come primo e naturale rifugio di supporto e sostegno.
Il nostro vissuto e la testimonianza diretta, sono l’unico mezzo per sbugiardare certi falsi miti negativi che, da tante parti della società, si tende ad affibbiarci.
Essere non si sceglie, non ci si atteggia da omosessuali o bisex o trasgender. Lo si è senza se e senza ma.
Ogni individuo, con la sua autocoscienza, deve contrapporsi con tutte le energie possibili a coloro i quali vorrebbero la comunità GLBT votata all’invisibilità, nascosti da un velo sottile, ma al tempo stesso soffocante, di ipocrisia, molto difficile da accettare.
Da troppe fonti arriva l’invito di “vivere” senza troppo rumore, perché secondo la logica dei benpensanti di sempre, potremmo con le nostre esistenze, le nostre passioni, i nostri amori, scandalizzare le anime “candide” e i bambini.
Puntiamo su questi ultimi per gettare le basi di una società, inclusiva, che rispetta le diversità .
Non lasciamo loro false eredità, di falso perbenismo.
Sfatiamo, con la totalità del nostro essere, l’opinione di parecchi, che si arrogano la presunzione di crederci non capaci di tramandare solidi valori, come la nostra classe politica dirigente, che ci rende sterile per decreto, negando qualsiasi forma di tutela delle nuove famiglie omogentioriali, che loro malgrado esistono e sono una realtà. Nessun riconoscimento, nessun diritto di adozione di minori, sia essi generati o no all’interno della coppia. Il vuoto legislativo dell’Italia in materia, ci separa sempre più dai paesi Europei che possono, grazie al loro sistema legislativo, dirsi laici, inclusivi e civili.

 

Alessandro Bottaro – Volontario e attivista Stonewall Siracusa