L’ODIO NUTRE SE STESSO

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È assodato che l’omofobia uccide, non solo chi la subisce,(per esempio Daniel Zamudio il ventiquattrenne cileno che, nel marzo 2012, dopo lunghe torture da parte di una gang filo nazista e giorni di agonia ha perso la vita per la crudele stupidità dei suoi carnefici) ma anche chi la pratica, e gli ultimi accadimenti parigini ci danno conferme positive.

Dominique Venner, storico  settantottenne, ieri 21 maggio 2013, dopo aver annunciato sul suo blog un gesto simbolico ed eclatante contro il matrimonio egualitario, si è suicidato sparandosi in bocca, nella cattedrale di Notre Dame di Parigi verso le 16.00,  con una pistola, di cui era l’appassionato proprietario.

La difesa, armi alla mano, della presenza francese in Algeria, la crociata contro la “decadenza dell’Europa”, “l’ invasione afro-maghrebina” in Francia e – in ultimo – “l’infame legge” che apre alle nozze e all’adozione da parte dei gay, sono alcuni cavalli di battaglia di un alfiere della Francia reazionaria, che non ha mai smesso di guardare indietro.

Ha ricevuto subito il plauso di Marine Le Pen, presidente del Fronte nazionale di estrema destra, che ha parlato di “atto eminentemente politico”destinato a “risvegliare le coscienze”, parole degne della persona  più estrema,  irresponsabile ed eversiva.

Venner era un teorico della Francia tradizionalista e ultra cattolica, in lui erano animate logiche razziste, xenofobe, omofobe e di puro fondamentalismo cattolico.

Un iinsieme di fattori che miscelati hanno portato ad un gesto, a dir poco folle, che spero non abbia conseguenze nefaste.

L’odio genera odio, e auspico si un risveglio di coscienze, cattoliche in testa, che finalmente possano capire quanto sia velenosa l’avversione ingiustificata verso coloro che vogliono SEMPLICEMENTE VIVERE, farsi una famiglia ed essere sereni vivendo in pieno se stessi e alla luce del sole.

 

 

Nel suo ego narcisista Venner,  non aveva altro  spazio che per l’odio, mi auguro che non si inneschi una reazione a catena.

 

di Alessandro Bottaro