IDEM E BOLDRINI AL PALERMO PRIDE: ” SÍ AI DIRITTI, COMBATTERE L’OMOFOBIA”

Italian president of Chambre of Deputies, Laura Boldrini (L), and Italian Minister Josefa Idem with students demonstrate against the Mafia in Palermo, Italy, 23 May 2013, to commemorate the anniversary of the murder of the two judges Paolo Borsellino and Giovanni Falcone who were killed by members of the Mafia in Palermo in 1992.
ANSA/CIRO FUSCO

La presidente della Camera e la ministra per le Pari Opportunità presenti dell’evento che dà il via alla settimana del Pride nazionale di Palermo: “Senza diritti non c’è sviluppo”.

Una standing ovation ha accolto oggi l’arrivo della Presidente della Camera Laura Boldrini e della Ministra delle Pari Opportunità Josefa Idem al convegno sui diritti delle persone LGBT che dà il via alle attività del Palermo Pride.
In una sala affollatissima, la terza carica dello Stato e la rappresentante del governo hanno ribadito il loro impegno a favore dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali.
“Nessuno ha il diritto di ridicolizzare il nostro impegno – ha sottolineato Laura Boldrini -. Non sono pagliacciate, ma vedo persone che si confrontano su un argomento molto importante”. “Siamo qui oggi per parlare di diritti. Diritti negati, e troppo spesso violati, sulla base dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere – ha continuato -. E’ di poche settimane fa la pubblicazione di un importante studio dell’Agenzia europea per i Diritti fondamentali, dalla quale emerge che il 47% delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender che vivono nei Paesi membri dell’Unione europea ha subito discriminazioni o abusi nei dodici mesi precedenti il sondaggio. Una su quattro è stata aggredita fisicamente o ha rischiato di esserlo. E solo una persona LGBT su cinque ha sporto denuncia per le violenze subite”.
La presidente della Camera si è poi spinta parlare di coppie e famiglia.

Un momento dell'intervento di Josefa Idem
Un momento dell’intervento di Josefa Idem

“Devo fare una considerazione amara: la politica, in tema di diritti, avrebbe il compito di fare da apripista – ha dichiarato -. E, invece, troppo spesso si muove in ritardo, a rimorchio delle scelte che una società matura reclama. Dobbiamo promuovere la discussione sulle leggi a tutela dei diritti delle coppie omosessuali. L’Europa non ci chiede solo politiche di rigore fiscale, non ci chiede solo austerità. L’Europa ci chiede anche di ampliare lo spettro dei diritti riconosciuti, ma non c’è la stessa fretta su questo punto”. E poi un accenno a chi contrappone la tutela della cosiddetta famiglia tradizionale ai diritti delle coppie omosessuali. “Sostenere i diritti degli omosessuali non può e non deve essere in alcun modo contrapposto al sostegno verso la famiglia, la cui centralità non è assolutamente in discussione – ha dichiarato la presidente Boldrini -. Rafforzare le politiche a sostegno della famiglia è un’esigenza che sento forte. Tanto più in un momento in cui la crisi economica colpisce duramente. Ma questo non mi impedisce di ribadire la necessità di vedere rispettati anche i diritti delle comunità LGBT. Insomma, riconoscere diritti a chi non ne ha non significa toglierne agli altri”. Infine ha sottolineato come la questione dei diritti riguardi quelli delle persone lgbt, ma anche quelli delle donne, dei migranti e delle altre minoranze. “E’ un pacchetto unico: si chiama ‘pacchetto diritti’ – ha spiegato -. Perché, diciamoci la verità, l’omofobo, il maschilista e il razzista sono figli della stessa sottocultura alimentata dal pregiudizio. Perché i diversi tipi di discriminazione finiscono per sommarsi, creando una spirale di marginalizzazione e di esclusione sociale. (…) Ogni singolo atto di discriminazione ed ogni singola solitudine non sono semplicemente una offesa per la persona che ne è vittima, ma sono soprattutto il segno insopportabile di una sconfitta delle stesse istituzioni e di tutta la società”.
Alla domanda di un giornalista riguardo alle adozioni gay, poi, la Presidente Boldrini ha risposto: “Penso che bisogna gradualmente cominciare, credo però che anche su questo la società italiana sia più pronta e più matura di quanto sia la politica”.

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Fonte | gay.it