LA TUA FIRMA PER UNA LEGGE SULLA MODIFICAZIONE DELL’ATTRIBUZIONE DI SESSO

unnamed

Firma la petizione | QUI

Mi chiamo Michela e sono una donna nata maschio. Vivo come donna da ormai tre anni e ho una relazione stabile con un ragazzo che ha fatto il percorso inverso al mio (da donna a uomo) che è anche un ottimo genitore. Abbiamo una vita tranquilla e felice, finché non abbiamo necessità di utilizzare i nostri dati anagrafici.

In Italia, infatti, per cambiare l’indicazione di sesso e nome sui documenti viene richiesto un lungo e costoso iter medico e giuridico che può durare anche 6 anni e che troppo spesso viene concesso solo dopo l’avvenuta sterilizzazione chirurgica. Durante questo periodo è inevitabile l’obbligo di convivere per anni con l’aspetto desiderato ma con documenti che non ci rappresentano più, con inevitabili problemi e continue violazioni della privacy.
Io, come tante altre persone transessuali, non ho intenzione di subire mutilazioni genitali, perché sono in perfetta sintonia con il mio corpo attuale. Io, come tante persone transessuali, sono stanca di perdere tempo, energie e soldi per colpa di una legge scritta 32 anni fa, che nessuno intende rinnovare.
In questi anni me ne sono capitate diverse, la più frequente è il dover spiegare perché sui documenti che mostro c’è un nome maschile quando pago con la carta di credito, quando ritiro le analisi, quando passo un check-in, quando mi intestano una fattura, ritiro un pacco o prelevo dei soldi allo sportello delle poste e, ovviamente, tutti i presenti ne vengono così a conoscenza.
Sono veterinaria, quanti clienti avrei timbrando ogni prescrizione e ogni fattura con un nome ed un codice fiscale maschili? Quanti colloqui di lavoro sono stati bruciati dall’essere transessuale? Qualche mese fa ho superato ben tre selezioni, con tanto di complimenti da parte dell’ultimo esaminatore. Nessuno aveva pensato di chiedermi i documenti. Quando sono stata obbligata a svelarmi come donna transessuale sono iniziate le scuse e il lavoro è andato a qualcun altro.
Quanto tutto questo incide sulla transfobia che porta l’Italia ad essere il primo paese in Europa per omicidi di persone transessuali? Quanto tutto questo incide sui suicidi e sull’isolamento che quotidianamente avvengono nel nostro paese?
Per garantire dignità ed inserimento sociale alle persone transessuali e transgender e per vietare gli interventi mutilativi sui neonati nati intersessuali, chiedo alla Presidente della Camera Laura Boldrini e al Presidente del Senato Pietro Grasso che tale proposta venga celermente avviata all’iter di approvazione e convertita in legge.

Firma la petizione | QUI

Fonte | change.org