AL VIA L’ONDA PRIDE IN TREDICI CITTÀ: “ADESSO FUORI I DIRITTI”

People take part at the annual Gay Pride parade in Tel Aviv June 7, 2013. Thousands of revelers on Friday paraded on the streets of Israel's free-wheeling city of Tel Aviv, which has become a Mediterranean hotspot for gay tourism. REUTERS/Nir Elias (ISRAEL - Tags: SOCIETY)

Si è cominciato a Roma il 7 giugno. Poi Alghero, Bologna, Catania, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Torino, Venezia il 28 giugno. A chiudere Siracusa il 5 luglio e Reggio Calabria il 19 luglio.

Quest’anno in Italia non ci sarà un solo gay pride. Ce ne saranno ben tredici. La moltiplicazione di iniziative, da Nord a Sud Italia, costituiranno una marcia ideale che con la stessa piattaforma rivendicativa andrà sotto il nome di Onda Pride 2014. “Dopo un primo tentativo pilota l’anno scorso con cinque Pride coordinati tra loro – spiega Flavio Romani di Arcigay – quest’anno sono più del doppio le città che hanno deciso di partecipare alla mobilitazione. Ribadiamo lo spirito unitario di una battaglia che investe il Paese e chiede parità e uguaglianza”.

Dal Pride nazionale alla Nazione dei Pride. Ad inaugurare l’Onda sarà Roma, che scenderà in piazza il prossimo 7 giugno. Seguiranno Alghero, Bologna, Catania, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Torino, Venezia, che scenderanno per le strade tutte assieme nella giornata che celebra il ricordo dei moti di Stonewall e la nascita del movimento lgbt, il 28 giugno. A chiudere Siracusa il 5 luglio e Reggio Calabria il 19 luglio.

Un calendario denso di iniziative. La mobilitazione passa attraverso territori che ormai celebrano per tradizione l’orgoglio lgbt (come Bologna, Catania, Milano, Napoli, Torino), ma anche per città che per la prima volta mettono in agenda questo appuntamento. È il caso di Alghero, ad esempio, sede scelta quest’anno per il Sardegna Pride, e quello di Lecce, che accoglierà il 28 giugno la parata lgbt. Battesimo dell’orgoglio anche per Reggio Calabria (per la città e per tutta la regione), a testimonianza del consolidamento dei tre circoli Arcigay nati in quella zona, e per Siracusa, che assegna alla Sicilia un singolare primato: sono infatti tre le parate dell’orgoglio in programma oltre lo stretto di Messina – cioè Siracusa appunto, assieme a Palermo e Catania – a testimonianza della traccia importante e generosa lasciata dalla manifestazione nazionale di Palermo dello scorso anno.

La dignità e l’importanza del lavoro. La precarizzazione che di certo non risparmia le persone gay, lesbiche e trans, è il tema su cui è incentrato il pride di Catania. Il pride di Siracusa, inoltre, mette in campo una modalità assolutamente inedita: si svolgerà infatti in barca, sulle tradizionali imbarcazioni siracusane, con partenza da Riva Garibaldi. Sceglie la via della sostenibilità anche il Pride di Milano, che sfilerà senza carri amplificati e con musica originale. Parata a piedi anche per Bologna, dove il pride è ormai tradizione ventennale, e per Venezia, dove invece la manifestazione fa ritorno dopo un lungo periodo di assenza. Un pride stanziale è la soluzione trovata a Perugia, con un village lgbt all’interno della città. Allarga l’orizzonte a tutto il Mediterraneo, infine, il pride di Napoli, che candida la città partenopea a polo di incontro e riflessione sui diritti e le discriminazioni per tutte le terre che affacciano sul Mare Nostrum.

 

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Fonte | repubblica.it