Rete Lenford diffida Alfano e i prefetti: “Cancellazioni illegittime”

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Il provvedimento illegittimo non sono le trascrizioni dei matrimoni tra persone dello stesso sesso contratti all’estero che molti sindaci hanno iniziato a fare, ma la circolare del Ministro Alfano e gli annunciati annullamenti da parte dei prefetti. In una diffida inviata allo stesso Alfano, ma anche al prefetto di Roma Pecoraro, al presidente del Consiglio Renzi, a Napolitano e al Consiglio Superiore della Magistratura, l’associazione Rete Lenford spiega il perché citando una per una le leggi e i testi a supporto di quanto sostengono. E a leggere l’attento e dettagliato lavoro degli avvocati specializzati in tutela dei diritti delle persone lgbt, è difficile continuare ad avere dubbi sulla questione.
Secondo quanto scrivono Antonio Rotelli, Maria Grazia Sangalli, Francesco Bilotta, Mario Di Carlo e Anna Maria Tonioni, l’annullamento delle trascrizioni non possono essere disposte dai prefetti, ma sono dai tribunali, se interpellati sulla questione.

“Qualsiasi atto in tal senso – scrivono i legali riferendosi ai prefetti – costituirebbe non solo un palese abuso di potere ma anche una clamorosa invasione della sfera del potere giurisdizionale” perché “è pacifico che le trascrizioni nel registro dei matrimoni in questione non sono provvedimenti amministrativi bensì atti pubblici con effetto dichiarativo e di certificazione in quanto la trascrizione del matrimonio non ha “natura costitutiva ma meramente certificativa e di pubblicità”.
Sono il Codice Civile e il D.P.R. 396/2000, infine, a stabilire che è il Tribunale “in via esclusiva” a potere prendere “qualsiasi decisione circa l’eventuale cancellazione di un atto indebitamente registrato”. Non a caso, infatti, tra gli atti di cui si può fare annotazione nei registri di stato civile (dove i matrimoni vengono trascritti) “sono indicate solo le “sentenze con le quali si pronuncia l’annullamento della trascrizione dell’atto di matrimonio” ed i “provvedimenti di rettificazione” ma non altri atti con il medesimo effetto”.

 

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Fonte | gay.it