La fascinazione dei media per la sessualità della prole Pitt-Jolie

joliepitt1Quando sei nato non puoi più nasconderti, recitava il titolo di un romanzo della Ottieri: certo che il primo frutto dell’unione fra due stelle di prima grandezza come Brad Pitt e Angelina Jolie non poteva sottrarsi fin dai primi vagiti all’attenzione dei media. Un’esistenza osservata, scrutata, spiata in ogni momento in cui mamma e papà decidono di concedere ai propri figli un’uscita in famiglia. Il mondo sa – o crede di sapere – chi è quel frugoletto biondo con gli occhi da cherubino nella tribù Jolie-Pitt: Shiloh, la prima dei figli biologici della coppia d’oro del firmamento di Hollywood. Shiloh che già mesi prima del terzo compleanno rifiuta con decisione i vestiti da bambina, i capelli troppo lunghi e il proprio nome, non rispondendo che a quello scelto in totale autonomia: John, come il fratello di Wendy in Peter Pan. Che nonna Pitt si rassegni, con i suoi vestitini e le numerose bambole: ogni regalo teso a “riportare sulla retta via” l’angioletto di casa è puntualmente respinto al mittente dal destinatario in persona, poiché appunto non ci sono “vie rette” e “vie irregolari”, ma solo la via che ognuno dovrebbe essere libero di scegliere per sé… anche se non ha ancora perso il primo dentino da latte. John cresce, proseguendo il proprio cammino su una strada che va lordandosi di fiumi d’inchiostro maligni, pronti a imbrattare l’immagine dei genitori.

Le copertine in questi anni si sono sprecate e la solfa è sempre quella: Shiloh, la bambina che si veste da maschio. Shiloh, la figlia maschiaccio di Brad e Angelina. Shiloh, la piccina “traviata” dai genitori tolleranti (ma di più da mamma Jolie, cui evidentemente bisogna far pagare il prezzo degli anni ribelli della gioventù). Shiloh, che 8 anni fa era un nome bizzarro ma adesso torni a essere Shiloh. Ammesso che Shiloh ci sia mai stata. Non ammesso che si sottolinei in ogni articolo la posizione di Brad e Angelina su battaglie come il diritto al matrimonio per le coppie omosessuali, quasi a dire “se la sono cercata” o a voler attribuire a un pargolo delle preferenze sessuali di cui NULLA sappiamo (che neanche dovrebbero interessarci e che forse non si sono ancora manifestate).

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Fonte | lezpop.it