Noto 1 e 2 agosto – GIACINTO FESTIVAL – Nature LGBT

giacinto

 

Il 9 luglio è ‘ stato presentato, dal direttore artistico Luigi Tabita,  presso la Sala degli Specchi di Palazzo Ducezio, a Noto, il programma ufficiale di‪ ‎GIACINTO.

Il Festival ” GIACINTO – nature LGBT” prevede due giorni di lavori durante i quali, attraverso l’utilizzo di linguaggi differenti, si racconteranno le realtà e i nodi che più interessano la comunità LGBT.

Centro nevralgico del Festival sarà il raffinato cortile del Convitto Ragusa, palazzo storico nel cuore della città, ma la manifestazione contagerà tutto il centro storico di Noto con varie iniziative.
Per questa prima edizione del Festival, si è scelto di affidare il ruolo di madrina a ‪‎FrancescaVecchioni‬, figlia del cantautore Roberto, ma soprattutto modello di donna lesbica che ha deciso di condurre la sua personale battaglia di civiltà sulla naturalezza delle proprie emozioni, costruendo con la sua compagna e due gemelline la propria famiglia.

L’apertura di “Giacinto” avverrà presso il Palazzo di Città con l’allestimento di una personale della fotografa africana ‪‎ZaneleMuholi‬, attivista della comunità LGBT. Il suo lavoro, esposto in tutto il mondo dal MOMA di New York alla Biennale di Venezia, è incentrato sulla creazione di una «Mappa […]: una storia visuale delle lesbiche nere in Sud Africa dopo l’apartheid» per rivendicare una realtà negata dalla storia ufficiale, per denunciare le morti in seguito ai crimini d’odio e la pratica dello stupro correttivo come “cura” all’omosessualità. Con un approccio etnografico l’artista ritrae volti, corpi e relazioni d’amore immerse nella vita quotidiana, svelando un nuovo e variegato vocabolario visivo.

In continuità con il lavoro di confronto dell’anno scorso, all’interno del cortile del Convitto Ragusa, si ripropone il dibattito sulle coppie di fatto e le famiglie omogenitoriali, seguendo la formula, già positivamente collaudata, di “Coppia: sostantivo plurale”, un tavolo di discussione attorno al quale siederanno personalità del mondo delle Istituzioni, della Cultura e dell’attivismo LGBT: l’On. Giovanna Martelli, Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri per le Pari Opportunità‪‎FabioCanino‬, attore, scrittore e conduttore televisivo; Francesca Vecchioni, scrittrice e Presidente dell’associazione “Diversity”; Paolo Patanè, Presidente del Coordinamento Palermo Pride; Ioana Niculina Ghilvaciu, Pastora della Chiesa Evangelica Battista di Floridia e Siracusa.

Trentacinque anni fa, nell’estate del 1980, a Giarre, due ragazzi omosessuali decisero di farsi uccidere insieme per sottrarsi alla vergogna che la loro condizione gli procurava. Questo fatto ha scosso alcuni giovani palermitani che decisero di unirsi per comporre un gruppo che, qualche anno dopo, sarebbe diventato la più importante associazione a tutela dei diritti LGBT in Italia, Arcigay. Si è deciso, quindi, di ricordare quegli accadimenti con alcune testimonianze e con il recitalNella notte un dolce sogno – ‪‎QuasimodoleggeQuasimodo‬, durante il quale Alessandro Quasimodo interpreterà gli epigrammi d’amore dell’Antologia Palatina tradotti dal padre, Salvatore.

La seconda giornata di “GIACINTO – nature LGBT” si aprirà con un’ONDA RAINBOW delle Associazioni LGBT: Stonewall Siracusa, Arcigay e la giovane associazione universitaria Queer As Unict, che invaderà le strade principali della città con animazioni e flash-mob.

Il vis l Gabriele David contribuirà con una performance dal titolo “RICONCILIAZIONE”: lo strapppo con la comunità di appartenenza è spesso una tappa dolorosa che accompagna la crescita e la consapevolezza di una sessualità omo-orientata. “Riconciliazione” compone, con una manciata della terra in cui si è nati, una forma unica, tramite un rito collettivo che segna una modalità simbolica di riappacificazione.

In serata “Da piccolo sognavo di essere Jane Austen”, l’attoreAlessandro Fullin racconta la sua pungente produzione letteraria.

La chiusura dei lavori del festival, invece, sarà affidata ad una riflessione del giovane regista ennese Vincenzo Monaco, attraverso la proiezione del suo docu-film “Ci chiamano diversi”, un itinerario nella coscienza collettiva e nelle vite private di chi si racconta per capire che l’umanità, in qualsiasi sua declinazione, non è mai uno scarto dalla norma, ma qualcosa che semplicemente accade, in tutta la sua dignità.

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