È passato un mese quasi da quando ho deciso di installare sul mio telefono l’app per curare l’omosessualità e devo umilmente confessarvi che ad un certo punto ho iniziato a barare, arrivando a consultare tre-quattro letture giornaliere insieme: ero sempre più impaziente di guarire, e così ho finito il programma in anticipo rispetto ai sessanta giorni.
Apprezzabili i miglioramenti grafici introdotti man mano che si procedeva, un bel revival di clipart prese da Office 95, anche se il bambino inginocchiato con la bocca spalancata risultava decisamente ambiguo ed evocativo di altre pratiche diffuse negli ambienti ecclesiastici (pratiche comunque non gravi quanto l’aborto o l’omosessualità, come disse qualche tempo fa Monsignor Girotti).
Per farvi toccare con mano – mani omosessuali lorde di peccato e depravazione, ça va sans dire – quali invitanti spunti di crescita e riflessione mi abbia offerto Set Captives Free, ho deciso di riportarvi alcuni passaggi particolarmente illuminanti. Chissà che non vi facciano bene quanto ne hanno fatto a me.
Non c’è bisogno che vi dica quante migliaia di persone, principalmente uomini, abbiano pagato per la loro omosessualità a causa dell’AIDS.
Affermazione molto curiosa da parte di chi segue un credo religioso che rigetta qualunque basica profilassi sessuale come ad esempio l’uso di un banale preservativo, persino presso popolazioni piegate da questa malattia come l’Africa sub-Sahariana.
In alcuni casi, l’omosessualità conduce le persone in un sordido e buio regno di sadomasochismo.
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Fonte | lezpop.it
