ALT(R)E PRIORITÀ

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Come se qualcuno mi dicesse:
“Questo mese non lavare i denti alle bambine, non è una priorità, cambiale solo il pannolino.”
Più o meno è quello che accade quando qualcuno obietta che il Parlamento non dovrebbe occuparsi di diritti civili perché non sono una priorità rispetto, ad esempio, al problema della mancanza di lavoro.

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Tradotto: smettetela di rompere con queste ridicole pretese per pochi (leggi “froci”), quando ci sono cose molto più importanti di cui occuparsi in Italia!
Che poi cosa ce li abbiamo a fare tutti questi parlamentari così ben organizzati in Commissioni, se non per elaborare più progetti di legge contemporaneamente?! O forse qualcuno s’immagina veramente che siano tutti impegnati come formichine operose su un solo argomento alla volta?
Comunque, tornando a noi, io da mamma non potrei pensare di trascurare una cosa importante per le mie figlie solo perché contemporaneamente devo farne un’altra. Credo che nessun genitore lo farebbe. Come se non fosse normale dover fare più cose nello spazio di un respiro.Figuriamoci, accampare la scusa del tempo, se si vuole quello si trova e se manca fa niente, ce lo si inventa!

Diciamo la verità, queste sono scuse che si usano quando proprio non si ha voglia di affrontare un problema.
Certo, se abitassimo in un poverissimo paese del terzo mondo magari useremmo i legnetti pulisci denti al posto del dentifricio e i pannolini sarebbero certamente un oggetto molto diverso da quello a cui noi siamo abituati. Ma in effetti non siamo lì, e mi risulta che nemmeno il nostro parlamento ci sia.

Per essere pignoli, i nostri deputati legiferano dalla quarta economia europea (ottava potenza al Mondo) che però è anche il 36mo paese per discriminazione in termini di diritti Lgbt.
Diciamo che le priorità forse sono un po’ da rivedere.

E il paradosso è che da noi si fa finta di non sapere ciò che altrove è palese: economia e diritti civili vanno a braccetto.

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Fonte | francescavecchioni.com