PSICOLOGIA, L’ESPERTA: L’OMOFOBIA INTERIORIZZATA SCATENA VIOLENZE SU GAY

SABATO 5 SETTEMBRE 2009

STEFANO E PAOLO ,COPPIA GAY, A PASSEGGIO PER LE VIE DI ROMA

VIA DEL CORSO

photo  ELIGIO PAONI

 

Roma, 9 gen. (Adnkronos Salute) – Aggressioni e violenze nei confronti degli omosessuali hanno spesso un comune denominatore. “Il pericolo maggiore arriva dall’omofobia interiorizzata, come un’ombra che può restare incardinata nell’animo del carnefice fin dagli anni dell’adolescenza, e uscire fuori anche all’improvviso. Il carnefice teme infatti di avere una parte omosessuale e, con la violenza, cerca di liberarsi di questo timore”. Lo spiega all’Adnkronos Salute Marialori Zaccaria, presidente dell’Ordine degli psicologi del Lazio, dopo le ultime notizie di cronaca, delitti e aggressioni a giovani gay. “Il ‘problema’ da capire e possibilmente da curare è l’omofobia, e le forme interiorizzate sono le più pericolose”.

L’omofobia, evidenzia Zaccaria, ha diverse sfaccettature. “Le stesse persone omosessuali possono soffrire della forma interiorizzata, che in questi casi produce insicurezza, scarsa autostima, difficoltà relazionali. Fino a portare, in casi estremi, al suicidio”. Altrimenti “può portare a violenze che in realtà non sono altro che un tentativo di allontanare da sé ciò che si sente come un pericolo per se stessi”. Un lato oscuro coltivato per anni, che all’improvviso emerge e sfocia nella violenza.

“L’unico modo di agire, per la psicologia – riflette Zaccaria – è quello di produrre interventi mirati e precoci per favorire l’integrazione degli esclusi e contrastare questo fenomeno. Organizzare e attivare servizi ad hoc nelle scuole consentirebbe di aiutare i giovanissimi e di fare davvero la differenza. La società è cambiata: ora è globalizzata, ma non più integrata. A scuola si può intervenire per tutelare e aiutare a integrarsi stranieri, omosessuali e tutti gli altri ‘esclusi’. Bisogna agire su piccoli gruppi e in modo strutturato, ecco perché sono convinta sempre più che serva una legge ad hoc per lo psicologo a scuola”.

Articolo completo | QUI

Fonte | focus.it