GUIDA AL LIFESTYLE LESBICO: COME FARE COMING OUT

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Eccoci con una nuova puntata della nostra guida al lifestyle lesbico, indispensabile come una poesia di Kristen Stewart e affidabile come uno spoiler di Orange is the new black. Due settimane fa vi avevo parlato della fase dello specchio, ovvero quando, per la prima volta, riconosci di provare attrazione verso il tuo stesso sesso. Bene, lo step successivo per vivere la vostra vita da lesbiche felici e senza problemi è il coming out, il momento in cui decidi di comunicare il tuo orientamento sessuale a qualcun altro – da non confondersi mai con l’outing, altrimenti meno 100 punti lesbici!

Ora, su come fare un coming out non basterebbero interi trattati di psicologia, sociologia, antropologia e chi più ne ha più ne metta. Perché i coming out sono come gli esami per Eduardo De Filippo: non finiscono mai. Così, per comodità ci limiteremo a illustrare quello con la propria migliore amica/il proprio miglior amico.

Per prima cosa, mai iniziare con: “ti devo dire una cosa”, magari tenendo gli occhi bassi e la schiena curva. Dall’altra parte qualcuno si aspetterà che gli stiate per confessare chissà quale segreto inenarrabile, chissà quale peccato peccaminoso o chissà di quale nefandezza. Quando poi, l’unica cosa che gli dovrete dire è: sono lesbica, sono bisessuale. Insomma, va bene l’effetto sorpresa, ma trasformare il vostro coming out in una big delusion è un po’ controproducente. Anche perché l’omosessualità non solo non è un crimine, ma non è nemmeno qualcosa di cui vergognarsi.

Certo, qualcuno potrebbe ribattere: come la fai facile. E avrebbe anche ragione, perché non sempre è facile. Ma mettiamola così: se siamo noi a farla difficile, partiamo già col piede sbagliato. E allora il consiglio è: qualsiasi frase decidiate di usare per dichiarare la vostra omosessualità, fate in modo che sia semplice, diretta, e anche se la voce vi trema, o vi dovessero mancare le parole, pensate che la vostra non è una confessione, ma un gesto d’apertura nei confronti dell’altro. Sì, perché il coming out è prima di tutto un ottimo strumento di selezione.

Immaginatevi come la dj di una discoteca fighissima. Siete lì dietro la consolle, con le cuffie della Behringer attaccate all’orecchio, il computer caricato con la musica che più vi piace, avete persino rispolverato quel microscopico top nero che fa tanto Carmen di The L Wordvi piacerebbe essere circondata da un gruppo di tamarri, addobbati come un tronista qualsiasi, e anche un po’ molesti? Ecco, il coming out è il buttafuori dei vostri rapporti interpersonali. Chi non vi ama per quello che siete non è degno di partecipare alla vostra festa.

 

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Fonte | lezpop.it