La bimba con due mamme e due cognomi. La storia della prima adozione gay in Italia

adozione

La famiglia – formata da due donne lesbiche e dalla loro figlia –  è ufficiale a tutti gli effetti grazie a una decisione del Tribunale di Roma. “Siamo felici, quasi incredule, di questo risultato che era atteso da anni” commentano i due genitori.

Due madri. Due cognomi. Per una bimba, cresciuta, allevata e amata da due donne non c’è nulla di strano a chiamarle entrambe “mamma”. Eppure la sua condizione è speciale perché il Tribunale dei Minorenni di Roma, con una decisione storica per il nostro Paese, ha riconosciuto alla piccola il diritto a essere adottata dalla propria mamma non biologica (‘mamma sociale’) e a prendere il doppio cognome. Da oggi questa famiglia – formata da due donne lesbiche e dalla loro figlia –  è ufficiale a tutti gli effetti e rappresenta il primo caso in Italia di adozione da parte di una coppia omosessuale.

Una bambina serena

La bimba ha cinque anni, le operatrici sociali la definiscono “intelligente, vivace e carina”, e’ perfettamente inserita e cresce amata e serena. È nata in Spagna con procreazione assistita eterologa. La scelta è caduta sul Paese iberico perché è qui che vive il fratello di una delle donne ed è a casa sua che la coppia ha soggiornato durante le procedure per la procreazione. Dopo la nascita, la coppia ha deciso di sposarsi, sempre in Spagna. La bimba da sempre vive nella famiglia composta dalle due donne.

“Stepchild adoption”

Tecnicamente, quella autorizzata dal Tribunale è una “stepchild adoption”, un modello già sperimentato da anni all’estero (in Danimarca da venti): il Tribunale ha accolto il ricorso della coppia, consentendo l’adozione della bimba da parte della sola mamma sociale. Lo ha fatto nonostante il parere negativo del pm.  La sentenza non è piovuta dall’alto, ma è la conclusione di un lungo iter in cui la coppia ha dovuto superare tante prove per dimostrare la propria capacità di essere genitori.

Una coppia felice

Le due donne, libere professioniste, vivono a Roma dal 2003, sono insieme da dieci anni e sono definite come una coppia tranquilla e stabile. Le relazioni dei servizi sociali hanno segnalato che la bambina è perfettamente inserita. Il fatto che una delle mamme sia psicoterapeuta e che la piccola frequenti le famiglie dell’Associazione Arcobaleno, dove può incontrare altri bambini che vivono situazioni familiari analoghe, deve aiutarla molto.    Il ricorso per l’adozione Le due donne si erano rivolte all’Associazione italiana avvocati famiglia e minori, per procedere con il ricorso per l’adozione e oggi la loro avvocatessa, Maria Antonia Pili, di Pordenone, ha reso noto l’esito del ricorso. Un risultato che poggia sull’art. 44 della legge sull’adozione del 4 maggio 1983, n.184, modificata dalla legge 149/2001, sulle adozioni particolari e che ha sorpreso tutti, anche le stesse ricorrenti, le quali stavano trascorrendo un periodo di vacanza e ora stanno rientrando a Roma.

 

Articolo completo | QUI

Fonte | rainews.it