Diego e le sue nonne gay: l’amore è senza stagioni

valentina

«Diego era un bimbo enorme, bellissimo. Quando è nato ho pensato che iniziava un’altra stagione, non più conosciuta. Io sono felice di essere invecchiata: gli anni mi hanno portato serenità, presenza di spirito e predisposizione a guardare lontano». Per come la racconta Valentina Violino la nascita del suo primo nipotino, due anni fa, sembra quasi un cambiamento spirituale, e di certo l’ingresso in una nuova età della vita. Anche se, a 47 anni, è una nonna giovane. L’altra nonna di Diego, Roberta Martini, 49, è più prosaica (ma altrettanto entusiasta): «È fantastico: il nipotino te lo godi molto più dei figli, perché c’è già qualcun altro che gli dà le regole». La loro è una famiglia che su regole e valori costruiti e condivisi, a volte anche nonostante gli altri, ha lavorato molto. Valentina e Roberta, infatti, sono una coppia: due nonne lesbiche. Mentre la politica ancora si interroga sui genitori gay, la realtà è già arrivata alla generazione successiva. Quando si sono conosciute, nel 2002, venivano entrambe da un precedente matrimonio. Roberta era rimasta vedova del papà di Martina, che all’epoca aveva nove anni, mentre Valentina si era separata dal padre di Morena, che di anni ne aveva dieci. È lei, oggi ventitreenne, la mamma del piccolo Diego.

E «le nonne» sono una presenza costante, fin dall’inizio, nella vita del bambino. «Sono rimasta incinta che avevo iniziato da poco l’università: ho pensato a lungo cosa fare e mi sono confrontata con loro — racconta Morena —. Mia mamma Valentina sa che ha una grande influenza su di me e ha cercato di non condizionarmi, ma poi, quando con il mio compagno abbiamo deciso di avere Diego, ci ha appoggiato tantissimo perché era quello che voleva anche lei». «È vero, pensavo che avrebbe fatto bene perché a me mia figlia ha cambiato la vita, in maniera inaspettata e rivoluzionaria — conferma Valentina —. Io, a differenza sua, sono diventata madre perché mi sembrava che fosse l’unica cosa possibile. Ma la vita con mio marito non faceva stare bene nessuno dei tre e ho deciso di lasciarlo per far stare bene almeno Morena. Dare un futuro a lei, però, mi ha permesso di rivedere il mio passato». Valentina e Roberta appartengono infatti a una generazione cresciuta quando di omosessualità non si poteva neppure parlare. «Avevo avuto l’impressione che mi piacessero le donne, ma senza poter davvero capire: intorno a me non esisteva niente di simile e non potevo dirlo a nessuno — rievoca Valentina —. Così mi sono sposata per inseguire la tranquillità che mi mancava».

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Fonte | corriere.it