Famiglie plurali: spot e pubblicita’ raccontano i mutamenti della famiglia

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Le famiglie gay, lesbiche, plurali, sono state negli ultimi anni spesso oggetto di rappresentazione in spot commerciali: aziende di automobili, alimentari, abiti e arredamento hanno raccontato il cambiamento del concetto di famiglia, creando ampio dibattito nella società civile e nel movimento LGBT.

Da una parte, le aziende multinazionali e locali, individuando nelle persone LGBT una categoria specifica di clientela, hanno incominciato a prendere atto dei mutamenti sociali e si sono aperte all’inclusione di ogni forma di famiglia, di relazione, di amore: numerosi spot, dunque, si fondano proprio sull’allargamento e sulla evoluzione del significato di ‘famiglia’; dall’altra, trattandosi di operazioni a fini principalmente economici, ed essendo il linguaggio pubblicitario necessariamente sintetico, gli spot offrono una rappresentazione a volte semplificata dell’omosessualità e delle relazioni familiari, e possono contribuire all’invisibilizzazione di alcune identità.

Se, dunque, le coppie e le famiglie lesbiche sono decisamente poco rappresentate, non appaiono in nessuno spot persone transessuali o transgender. Inoltre, nel caso italiano, il tema dell’omogenitorialità appare solamente di recente, e ancora in maniera più suggerita che esplicita, segno di un’apertura che si sta lentamente delineando.

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Fonte | PORTALE DI INFORMAZIONE ANTIDISCRIMINAZIONI LGBT