CLAUDIA MORI E LA FIGLIA GAY: ” ROSALINDA, DOVEVO DIRTI PRIMA CHE NON CAMBIAVA NULLA”

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«Avrei voluto dirle prima che per noi non cambiava niente». Claudia Mori parla al Corriere della Sera dopo la nostra intervista alla figlia, Rosalinda Celentano, che ha raccontato – come mai aveva fatto – il suo amore rivolto da sempre al femminile, e il suo equilibrio trovato oggi dopo tanti tormenti con l’attrice Simona Borioni (a destra, nel servizio fotografico esclusivo per Vanity Fair).

È la confessione di buon senso tardiva di una madre che, a 69 anni, si pente di avere detto alla figlia adolescente cose orribili, il giorno della scoperta del suo orientamento sessuale nel bacio sulle labbra a un’altra ragazza. Cose orribili come: «Piuttosto che una figlia lesbica, meglio una stanza vuota».

Spera possa essere così «d’aiuto a genitori e figli che dovessero trovarsi nella stessa situazione», dice oggi. «Non volevo scacciare l’idea che Rosalinda potesse essere attratta dalle donne. Ne ho parlato subito a Rosita (la figlia più grande, ndr), che sul momento ha negato, ma presto ha iniziato a farmi domande: “Mamma, ma anche se fosse, cosa ci sarebbe di grave?”. Con Adriano ne ho parlato un po’ dopo. Con estranei mai».

E ancora, nel mea culpa: «Come molti genitori, abbiamo pensato e temuto che la vita sarebbe potuta essere più difficile per l’ignoranza e le discriminazioni, ormai parti imperanti di questa orrenda società becera. Ma le nostre reazioni e sentimenti partivano sempe dalla condanna di qualsiasi pregiudizio. Non voglio dire e far credere che sia stato tutto così automatico e logico, sarei bugiarda. Anche noi abbiamo avuto dei momenti cupi ma non ci siamo mai chiusi nel silenzio, nel “far finta di niente”. Mai».

Pare ci sia il lieto fine: «Recentemente, d’accordo con Adriano, ho deciso di parlarle apertamente, dicendole che per noi non sarebbe cambiato nulla. Penso che Rosalinda abbia fatto benissimo a rivelare la sua natura. Non è una malattia o un errore. Non sono capace di dare consigli agli altri genitori, direi solo di non fare mai sentire soli i propri figli. E se ci troviamo impreparati, come genitori ma anche come figli, cerchiamo di scoprire insieme il modo di comprendere gli uni e gli altri: “Chi sono io per giudicare?”: papa Francesco lo ha detto e la strada è questa».

Lei lo ha capito: «Che i figli bisogna amarli come sono e guidarli nel cercare di non fare errori irreparabili, nel rimanere persone oneste e buone».

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Fonte | vanityfair.it